Forse sei arrivata fino a qui perché sei ​stanca di lottare contro te stessa​.
Di lasciarti sopraffare ogni volta dalle tue ​emozioni negative​, che hanno sempre la meglio su di te e ti impediscono di agire con lucidità, peggiorando la situazione.

Perché ogni volta che succede ti senti ​confusa​, smarrita, e non riesci più a fare affidamento su te stessa.

Hai perso la fiducia in te stessa.

Forse ti starai chiedendo:

Com’è possibile riuscire a controllare un’emozione così potente come la rabbia, la paura, il disprezzo, la vergogna?

Com’è possibile riuscire a liberarsi di quell’emozione che all’improvviso divampa da dentro e ti spinge a fare cose di cui, la maggior parte delle volte, si finisce per pentirsene?

Esiste davvero un modo per sbloccare questo circolo vizioso, imparare ad accogliere queste sensazioni e lasciar andare l’attaccamento verso di esse, senza che queste influenzino le decisioni che si prendono nella propria vita?

Emozioni negative: come imparare ad accoglierle e a lasciarle andare

Sappi che io ​ti capisco.
E comprendo molto bene i tuoi dubbi e le tue perplessità, perché ci sono passata anche io.

Ma prima di raccontarti di più, lascia che ti spieghi che cosa andremo ad affrontare insieme in questo articolo:

  • Scoprirai ​cos’è un’emozione e il suo significato​;
  • Comprenderai quali ​funzioni​ hanno le emozioni e perché è importante ascoltarle;
  • Capirai quali sono​ i modi più comuni ​(ed errati) in cui si reagisce di fronte alle emozioni negative;
  • Saprai passo dopo passo il ​processo di consapevolezza​ che riuscirà a farti entrare più in connessione con te stessa, per riconoscere, accogliere e lasciar andare le emozioni negative
  • Uscirai dal ​meccanismo stimolo/reazione​ per applicare invece quello di stimolo/risposta consapevole che ti renderà finalmente libera.

Fatte queste premesse, entro quindi già nel vivo della questione per spiegarti innanzitutto la definizione di emozione​, proprio perché prima ancora di capire come comportarci nei confronti di esse, è necessario ​comprendere in profondità la loro natura,​ che al 99% delle volte ignoriamo.

Emozioni: cosa sono e qual è il loro significato

Non è stato per niente facile trovare una definizione che potesse davvero spiegare il significato di ​cosa siano le emozioni​, senza cadere in inutili tecnicismi.

Dopo aver confrontato diverse fonti, ho infatti deciso di affidarmi anche alle mie ​sensazioni per riuscire a trasmetterti ciò che più si avvicina a ciò che sento :

le emozioni sono una reazione psicofisica (che coinvolge sia il corpo sia la mente) a eventi al di fuori o all’interno di noi, e che può essere percepita come gradevole o sgradevole.

È la risposta che ognuno di noi dà alle ​percezioni di differenti stimoli​, sulla base della propria, unica esperienza.

Perché ci tengo a sottolineare “​propria”​ , “​unica​”?
Perché non è assolutamente scontato che di fronte ad una medesima esperienza, si provi la stessa emozione.

Ciò che proviamo infatti è determinato da qualcosa che scaturisce sempre dal nostro interno.

Quell’emozione scatta per un ​motivo​ che è solo nostro​: in una medesima situazione, qualcun altro ad esempio non avrebbe provato “rabbia”.
Magari avrebbe provato tristezza, oppure indifferenza.

Ma tu hai provato ​rabbia​: perché?

Emozioni: cosa sono e qual è il loro significato

Chiederselo è importante.

Non è infatti sbagliato provare emozioni negative.

Anzi, a dir la verità non è proprio corretto etichettarle come “negative”, solo perché non sono così piacevoli come quelle che consideriamo “positive”.

Perché dico questo?

Perché l’accezione “negativa” ​sottintende che sia sbagliata.
E non c’è nulla di sbagliato, invece, nel provare emozioni quali rabbia, tristezza, paura, disgusto etc.

Perché ogni emozione, che ci piaccia o no, ha una ragione di esistere per noi, in quel momento esatto in cui la proviamo.

A cosa servono le emozioni e che funzione hanno

Ogni emozione ha un suo preciso ​scopo​ e una sua funzione in termini evolutivi: la ​paura​, ad esempio, ci avverte di un pericolo e serve a metterci in salvo con la fuga o con l’attacco.

La ​tristezza​ ci dà il tempo di ritirarci in noi stessi e metabolizzare una situazione spiacevole.

La ​rabbia​ ci segnala dell’ingiustizia provata nei confronti di un torto subito, e ci aiuta a difenderci.

Il ​disgusto​ ci segnala e ci tiene lontane da qualcosa di moralmente o fisicamente negativo per noi.

Altre emozioni come ​colpa, vergogna e invidia​, più complesse rispetto a quelle precedenti (e definite anche “secondarie”) sono emozioni “​sociali​” e in quanto tali ci aiutano a vivere in correlazione con gli altri, facilitando l’integrazione e l’accettazione.

Ogni emozione quindi, se​ ci diamo il tempo e lo spazio per ascoltarla​, è davvero importante ai fini del nostro benessere psicofisico.

Ma ti dirò di più.

Le emozioni, specialmente quelle negative, ​dovrebbero essere la nostra guida​, e non motivo di vergogna.

Se sentiamo ad esempio un ​dolore​ dentro di noi che ci destabilizza, abbiamo il dovere di ascoltarlo.

a cosa servono le emozioni e che funzione hanno

È un segnale molto importante che ci dice che​ è il momento di cambiare​​, di prendere ​un’azione​ o una ​direzione​ ben precisa.

Emozioni relative alla ​gioia​ e all’​amore​ invece ci dicono di proseguire per quella strada che abbiamo intrapreso, di fare ancora quella cosa che​ ci fa stare così bene.

Perciò, imparare a riconoscere le emozioni ci aiuta a ​sviluppare l’intuito​, inteso come qualcosa che va oltre la razionalità: lasciando da parte la testa e iniziando a scegliere con il cuore​.

Dove sta però il problema in tutto questo?

Che ​non riusciamo a riconoscere l’emozione in se stessa​, e di conseguenza non le diamo il giusto ascolto e non siamo in grado di comprendere il messaggio che ci porta.

Al contrario, iniziamo a dare importanza ai ​pensieri​ e ai ​meccanismi mentali​ che emergono da queste emozioni e ci allontanano da noi stesse, disconnettendoci ulteriormente.

In genere ci sono ​due principali modi inconsapevoli​ che definiscono il modo in cui reagiamo di fronte alle emozioni negative, e te ne parlerò in dettaglio adesso.

Emozioni e reazioni inconsapevoli: quali sono?

Il rifiuto, la fuga dalle emozioni

Quando sperimentiamo un’emozione negativa, la nostra mente (se inconsapevole) tende a farci ​scappare​ da essa e a ​reprimerla.​
Non essendo consapevoli, il rischio è proprio quello di essere impulsivi, estremamente reattivi.

Comportarsi di fronte ad un’emozione con ​inconsapevolezza​ (ovvero senza dedicarle ascolto) porta inevitabilmente ad agire di impulso.

Anni fa, per me, questo processo voleva dire “​seguire le emozioni”​ .
Non avevo infatti identificato e riconosciuto ​le emozioni come un qualcosa da poter sentire​, ascoltare, vivere, descrivere, accogliere, lasciar andare… Ma come un ​impulso​, una reazione immediata e incontrollata.

Di conseguenza mi ​giudicavo​, perché non riuscivo ad accoglierle e riconoscerle (e di conseguenza, gestirle).

emozioni e reazioni inconsapevoli

Mi sentivo completamente fuori controllo​, e l’unica soluzione che riuscivo a trovare era quella di “​imbottigliare”​ quell’emozione ed ​evitarla​ completamente, ​per non sentirmi più così debole.

La conseguenza, inevitabile, era che agli occhi degli altri finivo per essere percepita come persona​ ​fredda​, ​incapace di esprimersi ​con autenticità.

E’ importante sapere che questo ​meccanismo di repressione​ nel lungo periodo potrebbe diventare pericoloso, perché porta a diverse problematiche come lo sviluppo di stati depressivi, fobie, comportamenti ossessivo-compulsivi (verso cibo, persone, situazioni, bisogno di controllo).

Intraprendendo un ​percorso di crescita personale​, e quindi lavorando sulla mia consapevolezza​​, ho poi compreso tutto questo.

Ho compreso che quello che consideravo debolezza era non tanto il fatto di provare l’emozione in sé, quanto​ l’incapacità di riconoscere l’emozione​ e quindi l’impulso.

Ho compreso che la cosa di cui avevo davvero bisogno era ​sviluppare l’intuito e la connessione con me stessa attraverso l’ascolto e il non-giudizio.

L’attaccamento alle emozioni

A volte invece ci capita di ​attaccarci​ ​a emozioni di sconforto​, molto più facilmente rispetto a quelle che ci danno gioia e appagamento.

Ma perché è così difficile lasciar andare le emozioni negative, e perchè ci viene più naturale trattenere ciò che ci fa male?

Anche qui di base c’è il ​giudizio​ e la ​non accettazione​.
Non accettiamo l’emozione negativa e ​sentiamo di dover lottare senza risparmiarci per cambiarla o rimuoverla​, perché, ancora una volta, “pensiamo” sia sbagliata.

In realtà le emozioni, come i pensieri e qualsiasi altra situazione che esiste in natura, è e sarà sempre qualcosa di ​temporaneo e passeggero​.
Le emozioni si sentono, è impossibile rinnegarle per evitare la sofferenza. Ciò che però possiamo fare e che è in nostro controllo è quello di non provocarci ulteriore sofferenza.

Cosa vuol dire?

L’ulteriore sofferenza è il pensiero che continuiamo ad avere nei confronti di quell’emozione, praticando attaccamento.

Se si dà spazio all’emozione, se la si ascolta, inevitabilmente non si alimentano più i pensieri nei confronti di essa.

distaccarsi dalle emozioni

In questo modo, ​ci si può distaccare da essi​ e permettere di far fluire quell’emozione al nostro interno e far sì che non rimanga bloccata.

Si, lo so… probabilmente ora starai pensando come sia possibile tutto questo, a te che ti sembra di essere lontana anni luce da questi ragionamenti.

Sono sincera: a queste consapevolezze ​non si arriva dall’oggi al domani. E’ un percorso che dura tutta la vita.

Ma se si hanno gli​ strumenti giusti​, applicandosi con ​costanza​, si può davvero fare un salto di qualità rispetto alla situazione attuale in cui ognuno di noi si può trovare.

Proprio per questo ora ti spiegherò​ in che modo puoi aumentare la tua consapevolezza nei confronti delle tue emozioni​, riuscendo così a non innescare più i meccanismi precedenti di fuga e/o attaccamento.

Come accogliere e lasciar andare le emozioni negative

Prova ad immaginare questa scena:

Una persona ti ha fatto un torto, e in questo momento stai provando rabbia nei suoi confronti e ti senti frustrata per l’ingiustizia subìta.

Hai davanti a te ​due possibilità​.
La scelta di reagire e arrabbiarti, oppure di guardare dentro di te e chiederti: “​cosa posso fare per me? Cos’è in mio controllo?​”

Mettiti in una condizione di ​ascolto​ delle sensazioni che emergono.
A questo punto ​entra in gioco il corpo​, che in questo momento diventa la tua Via Maestra.

Le mani sudano, ti si chiude lo stomaco, forse ti scendono le lacrime…

Allenati a guardarti​, a guardare cosa succede dentro di te, a vedere quando affiorano certe emozioni e osservale.

Poi, con calma, ​respira profondamente​ e riporta l’attenzione sul tuo respiro,​ riconnettiti con te stessa.

Prova a lasciare le parole sullo sfondo​ e a osservare come si manifesta questa emozione nel corpo e nelle sensazioni.

Dove senti la rabbia nel tuo corpo? Come si manifesta? Che sensazioni fisiche la accompagnano? A quali ricordi, momenti, circostanze ti riporta? (Questo è un aspetto delicato, osservalo senza farti troppo catturare!).

In certi momenti non è semplice… e va bene così!

Come accogliere e lasciar andare le emozioni negative

Con la pratica dell’osservazione e dell’ascolto​, metti da parte il pensiero e quindi impari a non giudicare​ le emozioni che stai provando, allenandoti ad uno ​sguardo esterno ed imparziale.

Quindi invece di reprimere queste sensazioni e impedirti a te stessa di farne esperienza, prova a riconoscerle, siediti con esse (piangendo, urlando, scrivendo, parlandone con qualcuno), e cerca di ​sentirle completamente​.

Solo in questo modo puoi passare allo step successivo, ​l’accettazione​, che deriva proprio dalla mancanza di giudizio.

Se non ti giudichi riesci ad accettare, e quindi ​accogliere​.
Se ti concedi di sentire le emozioni, allora accadrà il “​miracolo​”: dando loro il giusto spazio, sentirai che ​inizieranno a sgonfiarsi​. A perdere di importanza.

Ed è qui che entra in gioco ​il terzo passo:​ il momento in cui puoi ​lasciare andare quell’emozione.

Non giudicando le emozioni e imparando a vederle dal di fuori, a viverle e non reprimerle, non lasci che queste influenzino completamente la tua vita e di conseguenza le tue decisioni.

Lasciar andare è davvero la chiave di svolta, il frutto di un processo interiore che porta, alla fine, pace e luce dentro di te in qualsiasi situazione.

Non è necessario che le cose debbano cambiare fuori, perché ciò che fa davvero la differenza è che ​questo processo ti cambia da dentro.

All’improvviso inizi ad acquisire uno spazio enorme per essere.

Libera di essere, fare, dire ciò che vuoi in accordo alla tua autenticità (e sempre nel rispetto degli altri).

Una volta che hai lasciato andare, possiedi la ​libertà​ di scelta e ti svincoli dalla reazione dettata dal tuo “pilota automatico” nei confronti dello stimolo ricevuto.

Concludendo quindi…

Soltanto quando imparerai, passo dopo passo, a ​connetterti​ con te stessa, ad ​accogliere le tue emozioni e ​farti guidare ​da esse, a capire il loro messaggio e lasciarle andare, riuscirai a trovare sempre più dentro di te la ​lucidità​ di scegliere per te stessa e creare una vita basata su scelte consapevoli per la tua felicità.