“La forza interiore è la protezione più potente che hai. Non aver paura di assumerti la responsabilità della tua felicità”

Dalai Lama

Ognuno di noi vive le difficoltà a modo suo e con caratteristiche totalmente personali.

Ma sono certa che ognuno di noi, tra la sua cerchia di conoscenze e amicizie, ha incontrato almeno una volta nella sua vita una persona che sembra non abbattersi mai di fronte alle difficoltà, mostrandosi sempre positiva, rialzandosi ogni volta più forte di prima. 

Di fronte a ciò, è normale ogni tanto chiedersi: “Ma com’è possibile? Le sta andando tutto a rotoli eppure ha la forza di andare avanti e di sorridere!”.

Sembra quasi che queste persone abbiano una bacchetta magica che, improvvisamente, riesca a cancellare tutto il dolore e far andare la vita avanti come se nulla fosse, non è così?

E invece… no! Queste persone non possiedono nulla di magico, nulla di misterioso o di “soprannaturale”. Hanno semplicemente sviluppato ciò che in psicologia viene chiamata “resilienza”.

sviluppare la resilienza

Una capacità che chiunque, anche tu che mi stai leggendo, può coltivare, sviluppare e accrescere. Giorno dopo giorno.

In questo articolo quindi scoprirai cosa significa essere persone resilienti e quali sono le 8 caratteristiche fondamentali che ti permettono di sviluppare la resilienza. 

Non solo: ti proporrò anche alcuni suggerimenti in merito a piccole e semplici strategie che potrai applicare ed inserire nelle tue abitudini quotidiane fin da subito per diventare una persona resiliente. 

Essere persone resilienti: cosa significa?

Ma cosa vuol dire esattamente essere persone resilienti?

Non significa certamente avere il cuore di ghiaccio, non provare alcuna emozione di sconfitta o di dolore davanti a situazioni difficili.

La persona resiliente infatti mantiene sempre e comunque la sua vulnerabilità, ma non si fa sopraffare da essa.

Si lascia attraversare dal dolore, permette a questo di manifestarsi, ma poi è in grado di lasciarlo andare. Non ci si attacca e, in questo senso, non genera ulteriore sofferenza.

A questo proposito voglio raccontarti un pezzo di una parabola del Buddha che rende alla perfezione questo concetto: 

“E’ come se ferissero un uomo con una freccia e poi lo ferissero con una seconda freccia; certamente quell’uomo sperimenterebbe lo sensazione dolorosa di due frecce. Similmente l’incolto uomo comune, colpito da una sensazione dolorosa, sperimenta due sensazioni: corporea e mentale; colpito da una sensazione dolorosa egli manifesta repulsione e cede a questa repulsione della sensazione dolorosa. Il nobile discepolo invece, colpito da una sensazione dolorosa, non si affligge; egli sperimenta una sola sensazione dolorosa: quella corporea, ma non quella mentale.”

La parabola delle due frecce

Nel momento in cui nella nostra vita accade un dolore improvviso, una situazione drammatica, un problema o un ostacolo inaspettato, è inevitabile provare dolore. Perché fa parte della vita, ed è naturale che sia così. Questa è quella che il Buddha chiama “la prima freccia”.

La seconda freccia equivale invece a tutte le congetture mentali che creiamo in seguito a ciò che ci è appena successo.

Cominciamo a pensare “Ma perché proprio a me? Com’è possibile? Non so come fare, non vedo vie d’uscita da questa situazione” eccetera, eccetera, eccetera. 

In sintesi, iniziamo a mettere in atto tutta una serie di pensieri e meccanismi automatici che ci fanno rimanere intrappolati in quella situazione senza la possibilità di muoverci in avanti.

Il punto è che finché si rimane con il pensiero fisso sul problema e sulla difficoltà, la sofferenza si amplia e non vi è possibilità alcuna di creare terreno fertile per la resilienza. 

Il senso di questa attitudine infatti sta proprio in questo: invece che porre tutte le nostre energie per farci ancora più male (infliggendoci la “seconda freccia” secondo le parole del Buddha), la persona resiliente sposta il focus e impiega quelle stesse energie nel dedicarsi alla sua guarigione e andare avanti. 

Come essere resilienti

Essere resilienti quindi non significa cancellare il dolore e far finta che non sia mai esistito.

Né tanto meno significa fare un salto indietro o tornare nella condizione di partenza.

Vuol dire invece aprirsi ad una nuova possibilità di crescita.
La ferita quindi non viene cancellata, non si dimentica, ma è integrata nella propria storia di vita e usata a scopo evolutivo: da quel dolore inizia ad uscire sempre più luce, che renderà la persona resiliente ancor più forte e capace rispetto a prima.

Sviluppare la resilienza attraverso 8 caratteristiche fondamentali

Ora che abbiamo compreso con chiarezza cosa significa essere resilienti, andiamo ad esplorare quali sono nello specifico tutte quelle caratteristiche che possiamo ritrovare in questa tipologia di persone.

Come ti ho già anticipato, la resilienza non è un dono ma è una capacità che si acquisisce con il tempo: ogni qualità e caratteristica che andremo a vedere quindi può essere sviluppata da ognuno di noi, grazie anche all’aiuto di piccole e semplici abitudini che possiamo mettere in pratica fin da subito.

Per diventare persone resilienti infatti non c’è bisogno di fare grandi cambiamenti o stravolgimenti nella propria vita: il vero miglioramento personale risiede proprio in quel piccolo passo in più che decidiamo di fare ogni giorno. 

1 – Avere una buona consapevolezza di se stessi. 

Le persone resilienti hanno la caratteristica di essere anche molto consapevoli di sé

Cosa significa questo nello specifico? 

Che sanno quali sono i loro punti di forza, i valori sui quali basano la loro vita e hanno uno scopo che le guida verso determinate scelte. 

Sanno anche riconoscere i propri limiti e il momento in cui entrano in gioco automatismi derivanti da vecchie credenze limitanti/abitudini/esperienze di vita passate.

Nei momenti difficili, chi ha una buona consapevolezza di sé, pur provando dolore, ha una fiducia profonda nella sue capacità di uscire da ogni situazione, anche se apparentemente la sua mente ancora non vede una soluzione. 

Questo tratto è tipico anche di chi ha una buona autostima e tende a non lasciarsi trascinare dagli eventi lasciandosi travolgere da meccanismi di autosabotaggio.

Un altro aspetto molto importante che riguarda le persone con una buona consapevolezza di sé è che nei momenti bui sanno in che modo “ricaricarsi”, per riprendere le energie e affrontare al meglio i periodi difficili. 

Sviluppare la resilienza: consapevolezza in se stessi

Invece che lasciarsi andare allo sconforto, compiendo anche azioni auto-sabotanti (come ad esempio la procrastinazione, oppure atteggiamenti che cercano in tutti i modi di distrarre la mente per non pensare ed evitare il dolore) sanno in che modo prendersi cura di sé per andare ad attingere al proprio potenziale interiore. 

Non è necessario compiere chissà quale azione: basta anche solo una passeggiata rigeneratrice, oppure una meditazione, un bagno caldo, qualsiasi atto di amore che può apportare conforto, calma, pace interiore e introspezione.

Se vuoi scoprire a piccoli passi come aumentare la tua consapevolezza e la tua autostima, puoi dare un’occhiata a questo articolo su Come aumentare la consapevolezza di se stessi e Bassa autostima: cause e rimedi per interrompere il circolo vizioso. 

2 – Ascoltare le proprie emozioni

Chi possiede un buon atteggiamento resiliente non reprime le proprie emozioni, ma crea uno spazio per accoglierle, ascoltarle e poi, in ultimo, lasciarle andare.

Ogni emozione ha un suo preciso ​scopo​ e una sua funzione, in particolar modo quelle negative: non vanno represse, né tanto meno giudicate. 

Vanno accettate e ascoltate perché ci dicono qualcosa in più su di noi, di un bisogno che in quel momento è venuto a mancare. 

Se sentiamo ad esempio un ​dolore​ dentro di noi che ci destabilizza, abbiamo il dovere di ascoltarlo: è un chiaro segnale che c’è bisogno di cambiare qualcosa nella nostra vita.

Inoltre, se diamo spazio alle emozioni, i pensieri vengono messi automaticamente da parte: e sono proprio quelli, il più delle volte, che ci provocano ulteriore sofferenza e che non ci permettono né di accettare la situazione né di lasciar andare il dolore nel momento in cui bisogna farlo.

Ascoltare le proprie emozioni ci permette di connetterci immediatamente con il presente, senza pensare ai rimpianti del passato o alle preoccupazioni del futuro, ci aiuta ad accettare la situazione così per come è – che non vuol dire arrendersi e non avere più speranza ma avere consapevolezza del fatto che quel momento non andrà a definire e determinare tutta la nostra vita. 

Nel momento in cui accettiamo il presente, con tutto il dolore annesso, andiamo inevitabilmente ad attingere alle nostre risorse, spostando il focus su ciò che è in nostro controllo.

Un consiglio che posso darti per imparare ad ascoltare e accettare le emozioni negative quando sopraggiungono è quello di allontanare qualunque distrazione possibile (spesso la prima azione che compiamo in questi casi): cerca di restare in quelle sensazioni, anche se fanno male. 

Prenditi il tuo spazio, mettiti comoda, accendi un incenso e una candela.

Rimani lì ad osservare la fiammella facendoti avvolgere dal caldo e intenso profumo di incenso… e ascoltati. Lascia emergere tutto ciò che deve emergere, lascia fluire come se fossi un fiume che scorre e non trattiene nulla. 

Essere resilienti: Ascoltare emozioni

Forse ti basteranno anche solo 10 minuti, oppure mezz’ora o un’ora: l’importante è che tu stia fin quando non senti di aver tolto quel peso dal cuore. 

Con questo semplice esercizio ti accorgerai che riuscirai comunque a vivere nonostante tutto e che quelle emozioni non ti annienteranno. 

Anzi, si sgonfieranno man mano che darai loro sempre più spazio.

Mi piace sempre in questi casi ricordare la metafora dell’inchiostro nella bacinella d’acqua: più la bacinella è piccola, più l’acqua al suo interno si macchierà del colore della goccia di inchiostro. Ma se aumentiamo la dimensione della bacinella, rendendola grande quanto una vasca, il colore si disperderà e l’acqua rimarrà comunque limpida e tersa.

Questo è il segreto di accogliere e ascoltare le proprie emozioni: diventarne il contenitore – e non il contenuto.  

3 – Essere perseveranti 

Un’altra attitudine fondamentale per sviluppare resilienza è la perseveranza, ovvero andare avanti nonostante le difficoltà. Ma questo è però solamente possibile se abbiamo fissato uno scopo che per noi è davvero importante (e su questo ti rimando al primo punto che riguarda la consapevolezza di sé). 

Forse avrai già sentito tante volte l’esempio di Thomas Edison, che prima di realizzare la lampadina ad incandescenza dovette attraversare più di 1000 tentativi falliti. Il suo caso è passato alla storia, assieme a quella di tanti altri personaggi diventati importanti ed influenti al giorno d’oggi nel mondo. 

Thomas è un chiaro esempio di una persona che aveva ben chiaro il suo scopo e che l’ha portato avanti fino alla fine, perseverando nonostante i momenti difficili. 

Per perseverare in ciò che riteniamo importante per noi al di là degli ostacoli e dei fallimenti è quindi necessario essere in grado non solo di risollevarsi in fretta da ogni ricaduta, ma anche di attingere a quel “fuoco interiore” che ci fa andare avanti nonostante tutto

Se senti di essere una persona poco perseverante, ti consiglio di allenarti proprio nella costanza, applicandola in piccole abitudini quotidiane nella tua vita.

Come essere resilienti: la perseveranza

Questo può voler dire, ad esempio, mettere la sveglia un po’ prima al mattino e dedicarti a qualcosa che ti piace, sfidandoti nel farlo ogni giorno: un po’ di meditazione oppure una passeggiata, qualche esercizio fisico.. a tua discrezione!

Oppure, puoi decidere di iniziare un corso o un progetto di qualsiasi tipo e portarlo a termine.

In sintesi: definisci un obiettivo che possa aiutarti a migliorare un qualsiasi ambito nella tua vita, scomponilo in tante azioni per farlo diventare un progetto o un’abitudine e portalo avanti!

Se cominci, di volta in volta, a metterti in gioco con questa attitudine, soprattutto nelle piccole cose, potrai indubbiamente andare ad accrescere il tuo lato perseverante e sviluppare maggior resilienza quando si presenteranno momenti difficili. 

4 – Avere una mentalità positiva 

Essere positivi non vuol dire non tener conto delle criticità di una determinata situazione, oppure essere sempre gentili e di buon umore, ma significa anche qui spostare il focus da ciò che non è in nostro controllo a ciò che invece lo è.

Ad esempio, una persona facilmente arrendevole davanti ad una difficoltà tende a farsi sempre questo tipo di domande: “Perchè mi sta accadendo tutto questo? Come farò? Sarò in grado di uscire da questa situazione?”.

Una persona che ha sviluppato una buona resilienza invece pensa: 

“Cosa posso fare per migliorare questa situazione?”

“In che modo questa situazione può insegnarmi qualcosa, per aiutarmi ad essere più forte?” “Di che genere di aiuto ho bisogno in questo momento?”. 

Per cambiare mentalità basta farsi le domande giuste.

Le domande della persona resiliente spostano il focus su ciò che è in suo controllo, ovvero: le sue capacità, il suo senso di responsabilità, il suo modo di reagire alle avversità. 

Questo in ultimo gli permette di focalizzarsi sulla soluzione, anziché sul problema. 

Le domande di chi invece non ha ancora sviluppato una buona resilienza, tendono a sfociare nella lamentela e nel vittimismo, e di conseguenza è impossibile trarne beneficio. 

Essere resilienti: mentalità positiva

Il dialogo interiore a questo proposito è importantissimo: anche il fatto di re-interpretare un fallimento, dando ad esso un significato potenziante, fa un’enorme differenza.

Spesso infatti dico che non esistono fallimenti, ma semplicemente esperienze formative oppure vincenti: sbagliamo nel momento in cui non impariamo nessuna lezione di insegnamento da un errore passato. 

Anche in questo caso, il focus ricade sempre e solo su di noi: nel momento in cui smettiamo di dare la colpa a qualcosa di esterno, per concentrarci unicamente su ciò che di buono noi possiamo imparare, iniziamo ad innescare un circolo virtuoso che ci permette di uscire dalla condizione di vittima, sbloccando così qualunque situazione.

5 – Circondarsi di persone stimolanti e avere dei punti di riferimento 

“Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più”.

Jim Rohn

Questa frase mi ha davvero cambiato la vita quando l’ho sentita per la prima volta. 

Non ci avevo mai pensato, eppure è un pensiero così evidente ed estremamente veritiero.

Se stiamo in un ambiente che non ci stimola a dare il meglio di noi, se frequentiamo persone depotenzianti, che non ci spronano a sviluppare resilienza nei momenti difficili, allora è il momento di… cambiare compagnia. 

Perché anche scegliere le persone con le quali condividere il proprio percorso è nostra responsabilità

Basta avere anche solo una persona: quella con cui parlare di tutto, di cui avere fiducia, con cui aprirsi e condividersi anche nei momenti difficili, sentendosi compresi, rispettati e stimolati.

Atteggiamento resiliente: circondarsi di persone stimolanti

Già questo è un aiuto immenso.

Trovare un sostegno di questo tipo è un ingrediente fondamentale che può nutrire la nostra capacità di sviluppare resilienza.

Le persone resilienti inoltre non sono solo circondate da persone con un “mindset resiliente”, ma scelgono anche con estrema cura e attenzione i modelli al quale ispirarsi. 

In un mondo di finti guru, che agiscono con grandi parole senza mai passare ai fatti, è importante avere come punto di riferimento delle persone che ci facciano da esempio e che ci mostrino una strada “già battuta” da cui prendere spunto e ispirazione per coltivare la resilienza nei fatidici momenti di blocco. 

6 – Provare gratitudine 

La gratitudine è una risorsa importantissima per sviluppare maggior resilienza, perché ci aiuta a comprendere che in realtà c’è sempre qualcosa di bello di cui ringraziare.

E questo in ultimo permette di sentire meno pesantezza, meno dolore, nell’attraversamento della situazione.

Perché c’è sempre qualcosa di bello, anche quando sembra che ci sia solo buio intorno a noi.

Se ci circondiamo delle persone giuste (come spiegato nella quinta caratteristica), avere qualcuno che ci aiuta e ci sostiene nelle difficoltà è già un enorme motivo per essere grati.

Anche solo il fatto di continuare a vivere, nonostante il dolore percepito, è motivo di gratitudine. Spesso diamo per scontato di stare bene, quando in realtà la cosa più preziosa che dobbiamo tenere in considerazione è proprio la salute.

La gratitudine inoltre in questo modo permette anche di non farci sopraffare troppo dalle emozioni negative.

Se senti per te difficile in questo momento provare gratitudine anche solo per le piccole cose, non preoccuparti. Sappi che non è scontato permettersi di sentire questo sentimento: è una risorsa che viene coltivata con il tempo e non arriva dall’oggi al domani. 

Essere resilienti: l'importanza della gratitudine

Proprio per questo esistono delle piccole strategie, come il diario della gratitudine, che possono aiutarti in questo processo.

Come mai è così importante avere un diario della gratitudine?
Perché anche se all’inizio si fa fatica a scriverlo, anche solo l’intento di cercare qualcosa per cui dire “grazie”, smuove quella risorsa dentro di noi

Ricordarsi di cercare qualcosa di bello infatti innesca già in noi un cambiamento di prospettiva.

7 – Avere la capacità di reinventarsi

La vita cambia in continuazione. Le persone crescono e si trasformano. 

Cambiano i valori, le priorità, le emozioni, i pensieri, cambia il nostro corpo in modo quasi  impercettibile, eppure nemmeno ce ne accorgiamo. 

Ancor di più possiamo sperimentare questo fenomeno nel lavoro, dove attraverso la digitalizzazione la novità e il cambiamento sono quasi all’ordine del giorno.

Ricorda sempre che ogni momento di cambiamento, per quanto destabilizzante possa essere, possiamo viverlo sempre in due modi: come crisi oppure come opportunità. 

Avere la capacità di reinventarsi, e di cogliere l’opportunità laddove arrivano dei cambiamenti, è una caratteristica fondamentale che appartiene alle persone resilienti. 

sviluppare la resilienza: avere la capacità di reiventarsi

Questo però ovviamente è possibile solo se in primis vi è l’accettazione del momento presente (e in questo ti rimando al primo e secondo punto di questo elenco).

Reinventarsi fa parte del gioco: ognuno di noi si vede sempre quasi come se fosse a compartimenti stagni, nel lavoro così come in famiglia e in qualsiasi altro ambito nel quale siamo coinvolti.

Ma abbiamo sempre l’opportunità di ri-scoprirci in qualcosa di totalmente nuovo e diverso: possiamo farlo andando ad alimentare, ad esempio, la nostra creatività –  che non vuol dire diventare artisti ma coltivare un pensiero laterale, cioè che ci permette di guardare le situazioni da un punto di vista differente. 

La creatività, come ogni cosa si allena: perché non ti sperimenti in qualcosa che non hai mai fatto prima? C’è sempre qualcosa che possiamo imparare e che può aiutarci a conoscerci di più, a tirare fuori magari dei talenti che nemmeno pensavamo di avere.

Se non agiamo però, non possiamo scoprirlo. Se senti di essere manchevole di creatività, ti consiglio di prendere carta e penna e buttare giù tutte le cose più assurde che ti piacerebbe fare e che non hai mai fatto perché non ti ritieni capace a priori.

A me ad esempio è successo proprio con lo Yoga: non mi sono mai ritenuta una persona flessibile, eppure mi sono concessa di partecipare a qualche lezione perché avevo desiderio di conoscermi di più, di sperimentare i miei limiti ed essere più presente nel corpo.

Atteggiamento resiliente: capacità di reiventarsi

Ho lasciato andare “la performance” e mi sono concentrata sul processo: in questo modo ho scoperto di avere delle qualità che non pensavo nemmeno di avere (come un buon equilibrio e stabilità) e che mi hanno aiutata a vedermi in panni completamente diversi rispetto a prima.

Un altro modo estremamente semplice quanto efficace per allenare la nostra creatività nel problem solving è di esercitarci nel “brain storming”: prova ogni giorno, per una settimana, a prenderti 5 minuti per trovare soluzioni ad uno stesso problema.

Ti consiglio di scegliere qualcosa di molto banale, come ad esempio “Arrivare a Roma partendo da Milano”. In che modo potresti arrivare a Roma? Con un treno, un aereo, una macchina.. e poi? 

Butta fuori tutti i pensieri più assurdi che ti vengono in mente: non importa se non hanno senso! La funzione di questo esercizio è sviluppare la tua capacità di problem solving e il tuo pensiero laterale, allenando la creatività. 

8 – Essere in grado di ricrearsi una routine di riferimento 

Sapersi organizzare anche in un periodo di confusione è molto importante per sviluppare resilienza. Le persone che riescono quanto più in fretta possibile a ricrearsi una routine che dà certezza riescono a gestire meglio il caos, abbassano i livelli di stress percepiti, prevengono la messa in atto di azioni impulsive e scelte non ponderate.

Cercano di intervenire, in sintesi, su tutto ciò che è in loro controllo.

A questo proposito, se stai vivendo in questo momento un periodo destabilizzante e di totale confusione, ti consiglio di scegliere 3 azioni “imprescindibili” che possono aiutarti a ritrovare il focus e sviluppare resilienza.

In un momento molto difficile che ho vissuto in passato ad esempio, le mie 3 azioni imprescindibili sono state: fare 30 minuti di camminata ogni giorno, sistemarmi e rendermi presentabile a me stessa (attraverso gli abiti giusti, il trucco ecc) e fare 10 minuti di meditazione al mattino appena sveglia.

Portare avanti queste 3 azioni imprescindibili, anche in un momento di caos totale, mi ha aiutata incredibilmente a riportare l’attenzione su me stessa, facendomi sentire più in potere di gestire la situazione. 

Essere resilenti: routine

Questo mi ha permesso infatti di innescare un circolo virtuoso che ha innanzitutto aumentato il mio senso di autoefficacia: da lì, ho cominciato a sentirmi nettamente meglio, più stabile anche a livello emotivo, e questo stato mi ha permesso di reagire meglio ai problemi, mettendo in atto delle azioni efficaci, intraprendendo scelte in modo più calmo e ponderato

Spero che questo articolo ti abbia fornito delle idee in più per sviluppare la tua resilienza!

Forse in alcune caratteristiche ti ritroverai di più, in altre di meno. 

Quello che posso consigliarti è di partire proprio da quegli aspetti che senti di dover sviluppare maggiormente, perché proprio in lì risiede il tuo potenziale nascosto per diventare una persona sempre più resiliente.

Fammi sapere cosa ne pensi e da quale caratteristica partirai con un commento: sarò felice di leggerti e di consigliarti per qualsiasi tuo dubbio o domanda a riguardo 🙂