In ognuno di noi esiste un piccolo procrastinatore seriale che non risparmia nessuno.
Procrastinare è qualcosa che sperimentiamo sempre, a diversi livelli.

Alzi la mano chi…

  • Si è ritrovata a studiare la notte prima degli esami perché le mancavano ancora 5 capitoli da fare. 
  • Chi, in un momento di pausa, ha iniziato a scrollare il feed di Instagram entrando in un loop infinito e trovandosi, dopo alcune ore, ancora lì davanti al cellulare.
  • Chi si è iscritta in palestra oppure ha iniziato a mangiare un po’ più sano ma, dopo la prima eccezione, ha deciso di mandare tutto all’aria e ricominciare dal lunedì successivo.
  • Chi ha iniziato un binge di serie TV su netflix, al posto di occuparsi di quel progetto così importante che le cambierebbe la vita una volta per tutte. 

Insomma, ognuno di noi ha in programma centinaia di cose che sarebbero davvero importanti e utili per la nostra vita, ma che rimandiamo in continuazione, ogni singolo giorno.

Procrastinare

Eppure, tutti vorremmo andare a dormire con quella sensazione di leggerezza, derivante dal fatto che abbiamo fatto tutto ciò che ci siamo prefissati durante la nostra giornata:

mangiare sano, fare sport, risolvere questioni di lavoro, spendere il giusto tempo in famiglia, letto libri sullo sviluppo personale e organizzato già tutti i pasti per la settimana successiva.

Allora, perché procrastiniamo

In questo articolo andremo ad approfondire questo concetto più nel dettaglio, ti spiegherò perché smettere di procrastinare è così difficile e in che modo, comprendendo le cause, puoi compiere un primo grande passo che ti permetterà di uscire da questo circolo vizioso, ritornando padrona del tuo tempo e della tua vita. 

Cosa significa procrastinare?

In psicologia, procrastinare significa ritardare volontariamente un’azione importante, dando la precedenza ad altre azioni minoritarie. Si opta per il piacere di breve durata, al posto di benefici che si potrebbero ottenere a lungo termine.

Ad un occhio esterno, questo comportamento sembra assurdo e senza senso: il soggetto infatti sa a quale catastrofe sta andando incontro, ma è come se dentro di sé facesse un patto per rimandare la preoccupazione al giorno successivo, entrando quindi in un loop senza fine.

O meglio, la fine c’è, ed è quando arriva la resa dei conti. 

Il problema è quando questa resa dei conti non ha una scadenza a breve termine.

Vi sono infatti diverse tipologie di procrastinazioni:

  • quella con una scadenza ben precisa.
    Potrebbe coinvolgere ad esempio un esame o un progetto di lavoro. Si tende a procrastinare spostando il carico lavorativo sempre più in prossimità della deadline, arrivando ai giorni prima della scadenza con livelli di ansia, stress e tensione alle stelle;
  • quella senza scadenza – forse la più pericolosa e subdola.
    Potrebbe coinvolgere ad esempio l’inizio di un’attività in proprio, oppure di un viaggio, di un’abitudine sana che possa aiutarci a migliorare la qualità della nostra vita. 

La nostra infelicità, depressione, ansia e malessere non è altro che il risultato di questa dinamica interiore.

Prova a pensarci.

Smettere di procrastinare

Se ti lamenti del tuo corpo, non è forse perché hai deciso di rimandare certe abitudini che avrebbero potuto migliorare il tuo benessere psicofisico?

Se ti lamenti delle circostanze, non è forse perché hai deciso di rimandare a data da destinarsi quelle azioni che ti avrebbero aiutato ad uscire da quella situazione?

L’amara verità è che per maggior parte delle volte ciò che non ci piace non è altro che il risultato di tutto quello che NON abbiamo fatto per cambiare.

Perché, in realtà, c’è sempre qualcosa che possiamo fare per riuscire a migliorare la nostra condizione. Qualunque essa sia.

Ma se continuiamo a rimandare e a procrastinare, alla fine la cosa più triste e grave che può accadere è che si continua a buttare via tempo che andrà perso per sempre. 

E il tempo è l’unica risorsa veramente preziosa che ci permette di vivere, se lo utilizziamo a pieno. 

Lo so, lo so… questo non ti fa stare meglio. 

Perché quando si procrastina ci si sente stupidi, proprio “falliti” perché si pensa di non essere in grado di portare a termine compiti che per noi sono importanti.

Si ha poi quella fastidiosa sensazione di fondo di non essere in grado di gestire la propria vita, di non essere protagonisti ma solo spettatori. 

Questo non fa altro che aumentare il senso di infelicità e insoddisfazione, al punto tale da percepire un malessere generale senza sapere bene il perché.

Il rimedio a tutto questo sarebbe semplicemente quello smettere di procrastinare sulle cose che per noi sono davvero importanti. 

Ma non è così semplice come sembra. 

E no, non basta la forza di volontà, non basta la disciplina, non basta il tempo. 

Non bastano nemmeno le miliardi di tecniche anti-procrastinazione alle quali, forse, hai approcciato qualche volta senza ottenere risultati. 

Perché è così difficile smettere di procrastinare?

Ora arriva la buona notizia. 

No, non sei tu stupida. Non sei una fallita perché non riesci a mettere in atto ciò che vorresti.

Possiamo anche dire che non è veramente colpa tua. 

Razionalmente infatti sai che vorresti fare certe cose, ma c’è qualcosa di più grande che, in questo momento, sta guidando il tuo timone.

Questa forza invisibile non è altro che una ragione, ben più profonda, che trova il vantaggio di tutto questo procrastinare.

come smettere di procrastinare

Il punto è che finché non si indaga e non si va alla ricerca di quella ragione più profonda, tutto il resto sarà davvero inutile.

C’è sempre una ragione che ci porta a procrastinare. Non lo facciamo perché siamo masochisti o perché ci piace soffrire. 

Ma una volta che è identificato il vero problema, si può individuare un piano di azione specifico sulla propria esigenza e ritornare sulla propria rotta.

Non è quindi facendo leva sulla motivazione e sulla forza di volontà che si migliora la situazione. 

“Abbiamo tutti acquisito l’idea, senza rendercene conto consapevolmente, che per essere efficaci dobbiamo insistere sulla volontà di agire … Non so davvero perché ci crediamo, perché è al 100% una sciocchezza. “

Heidi Grant,
psicologa sociale e collaboratrice della Harvard Business Review

Tutti i consigli e le tecniche anti-procrastinazione sono efficaci solo quando sappiamo il motivo reale per cui stiamo evitando qualcosa, in primo luogo.

Il metodo del “Fallo e basta!” non funziona, perché non è una soluzione sostenibile in particolar modo per sconfiggere la procrastinazione cronica. 

Anzi, ci fa sentire ancor di più miserabili.

Se ti trovi quindi a procrastinare, evitando ripetutamente determinate attività, allora questo è sintomo di un problema sottostante che è necessario affrontare individuandone anzitutto le radici. 

Una volta identificata la vera causa, solo allora potrai ricorrere a tecniche e soluzioni pratiche specifiche per il tuo caso, che potranno soddisfare le tue esigenze. 

Trova il tuo perché per smettere di procrastinare: i 6 motivi

In questo paragrafo quindi ti andrò a proporre alcune delle motivazioni più diffuse che ci spingono a procrastinare. Il mio consiglio è di leggerle tutte e poi di fermarti a riflettere per capire se ce n’è una che ti risuona più dell’altra. 

Se non ti ritrovi in nessuna, non preoccuparti: qui riportiamo quelle più comuni, quindi non è detto che ci sia anche il tuo caso. È importante quindi che inizi ad indagare il tuo “perché”, una volta che sei stata stimolata da queste riflessioni. 

1 – Ti sembra di non fare nessun progresso

A tutti capita di iniziare nuovi progetti con una gran dose di entusiasmo. 

Che sia la creazione di un nuovo canale Youtube, l’inizio di un nuovo progetto startup, la realizzazione di un libro. 

Il punto è che già dopo qualche settimana l’entusiasmo cala e i risultati stentano ancora ad arrivare. Vero?

Se ti ritrovi in questa situazione, prova ad osservare i pensieri che passano per la tua testa.

Probabilmente, il 99% delle volte saranno del tipo: “Che senso ha tutto quello che sto facendo? Perché non vedo risultati? Tutti i miei sforzi sono inutili”.

Ecco il motivo della tua procrastinazione!

È assolutamente normale quello che stai provando. L’essere umano infatti è intrinsecamente più motivato alla gratificazione istantanea, non a quella a lungo termine. 

perché procrastiniamo

Progetti complessi come quelli menzionati sopra non si costruiscono in una notte. 

Né tanto meno danno risultati immediati. A volte è necessario aspettare mesi o addirittura anni per vedere il frutto degli sforzi compiuti ogni giorno.

A volte questo percorso è costellato da fallimenti, strategie testate e mal riuscite, tentativi che non hanno portato da nessuna parte. 

Ti basterà leggere qualche biografia o autobiografia di persone di successo per comprendere che tutte, nessuna esclusa, hanno avuto tutto meno che risultati e immediati.

Ciò che vediamo di loro oggi  è solo la punta dell’iceberg di un percorso molto più lungo, profondo e complesso, invisibile ai più. 

La soluzione a tutto questo però esiste e risiede nell’allenamento alla resilienza. 

Un buon modo per iniziare ad essere più resilienti potrebbe essere ad esempio quello di attivare una serie di azioni riassunte nel seguente schema:

Trigger → Attività → Celebrazione.

Cosa significa esattamente? 

Supponiamo che, come tuo progetto principale, tu abbia deciso di sviluppare il tuo canale Youtube.

Come dicevamo, non è semplice, soprattutto all’inizio, guadagnare traffico, iscritti e interazione con il pubblico. 

Ci vuole tempo e soprattutto costanza nella produzione dei contenuti. 

Tutto questo può risultare difficile perché nei primi mesi potresti continuare a pubblicare in maniera costante, senza però essere praticamente vista da nessuno.

È assolutamente normale che tu tenda a procrastinare in quello che vorresti fare. 

Potresti quindi associare, alla tua creazione dei video, un trigger ben preciso.

Si tratta di un’azione abituale e quasi meccanica che si fa senza alcun tipo di sforzo.

Immaginiamo che tu al mattino sia abituata a farti il caffè: il trigger potrebbe consistere proprio nel girare un video ogni volta che prendi il caffè, dopo colazione. 

Una volta completata l’attività, puoi crearti la tua gratificazione istantanea: potrebbe essere ad esempio ordinarsi qualcosa di buono e insolito da mangiare, oppure uscire a fare una passeggiata, concedersi una lezione di yoga rilassante ecc. 

Come smettere di procrastinare: allenarsi alla resilienza

Puoi applicare questa tecnica con qualunque progetto di lunga data che stai procrastinando, proprio perché non dà risultati immediati.

Funziona sempre perché il fatto di crearsi dei piccoli successi fornisce un incentivo a continuare a lavorare verso il traguardo finale.

Se ad ogni sforzo quindi associ un’abitudine piacevole, ti assicuro che potrai allenare la tua resilienza al punto tale da divertirti durante tutto il processo! 

2 – Non sai da dove partire 

Questa motivazione è molto diffusa soprattutto tra gli studenti universitari. 

A volte infatti capita di dover avere a che fare con esami che richiedono lo studio di una mole di materiale così grande da non riuscire a capire nemmeno da dove iniziare.

Questa mancanza di chiarezza, che porta di conseguenza ad una mancanza di organizzazione, non fa altro che aumentare sensazioni di confusione ed evitamento.

Ecco quindi perché continui a procrastinare. 

Innanzitutto, una volta preso coscienza di questo, puoi stare tranquilla: è normale sentirsi insicuri quando si inizia qualcosa di nuovo. 

Un suggerimento per uscire da questa trappola è quello di non esitare a chiedere un supporto o un aiuto: da amici, dal professore, da un tuo mentore, da qualcuno nella tua famiglia, meglio ancora da chi ci è già passato. 

Fatti consigliare proprio per comprendere a cosa puoi dare priorità fin da subito, in modo tale da ottimizzare il tuo tempo, creare una mappa in cui sai come orientarti e iniziare così ad agire. 

3 – Hai paura di fallire (o di avere successo

Sogni di intraprendere un nuovo progetto ma rimani ferma sempre allo stesso punto, ovvero: non lo inizi nemmeno. Perché?

Molto probabilmente, la tua paura più profonda è che hai paura di fallire o di avere successo. Il giudizio degli altri ti spaventa.

Dietro questo meccanismo piuttosto comune risiede la “teoria dell’auto verifica”.

Cosa significa esattamente? 

Che le caratteristiche che identifichiamo in noi stessi determinano il modo in cui vogliamo che gli altri ci percepiscano.

Ti faccio un esempio. 

Ti sei sempre identificata come una persona di successo. 

Iniziare però qualcosa di completamente nuovo e sfidante, come ad esempio un business online o un nuovo percorso di studi, presuppone che tu debba in un qualche modo “sporcarti le mani”, metterti in gioco e fare qualche errore per imparare. 

Ecco quindi perché continui a procrastinare: la paura di fallire provoca un conflitto interiore nell’identificazione che hai di te stessa – proprio perché non ti permetti di fallire.

Come smettere di procrastinare: lasciar andare il giudizio degli altri

Questo è un meccanismo radicato e molto profondo. Non sempre è facile individuarlo al primo colpo, perché la nostra mente tira fuori tante scuse. 

È importante quindi riconoscere quali sono i conflitti interiori che sperimentiamo nel momento in cui procrastiniamo. Quando ti ritrovi in questa situazione, prova ad indagare facendoti queste domande:

Il mio sogno o desiderio è in conflitto con una parte di me? Come mi percepisco e in che modo voglio essere percepita dagli altri? Qual è la mia paura più grande? 

4 – Sei una perfezionista (pensi “tutto o niente”) 

Ti è capitato o ti capita spesso di fermarti a metà dei progetti perché ad un certo punto senti insostenibile la quantità di dettagli che emergono dal progetto? Non hai mezze misure: o fai tutto alla perfezione oppure non fai niente?

Allora il motivo della tua procrastinazione è il tuo perfezionismo.

Probabilmente hai tantissime ambizioni e le aspettative che riversi su te stessa sono altissime. 

Ti complichi la vita pensando a tutti i dettagli possibili e immaginabili e questo non fa altro che appesantirti, bloccandoti rispetto al progetto che vuoi portare avanti. 

Ti ritrovi quindi ad avere tanti sogni e desideri che rimangono però nel cassetto perché attendi e rimandi fin quando non hai le condizioni perfette affinché il risultato possa uscire perfetto al primo colpo.

Chi è perfezionista infatti tendenzialmente ha difficoltà a considerare che una cosa possa essere fatta in modo egregio ma non perfetto, andando poi a ritoccarla in un secondo momento. 

Se ti ritrovi in questa descrizione, prova solamente a pensare ad uno strumento che utilizzi sempre tutti i giorni: il tuo cellulare.

È esattamente identico a 10 anni fa? A quei tempi un cellulare touch screen era qualcosa di impensabile! Esistevano solo modelli esteticamente brutti, in bianco e nero e ingombranti. 

C’è una cosa che però questi modelli vecchi e imperfetti sapevano fare: effettuare chiamate e mandare messaggi.

Non è forse per questo motivo che i telefoni sono nati? 

Poi certo, con il tempo c’è stato modo di pensare al design, a nuove caratteristiche e accessori aggiuntivi. 

Il punto però è proprio questo: se gli inventori di 10 anni fa avessero aspettato a creare il primo modello di cellulare per soddisfare il livello di complessità che abbiamo ora, probabilmente il progresso tecnologico non sarebbe mai avvenuto. 

perfezionismo e procrastinazione

Vale quindi davvero la pena aspettare che sia tutto perfetto al primo colpo? Ovviamente, no!

Cerca quindi di identificare, nel tuo progetto, ciò che è davvero importante, direi essenziale.

Parti da quello e curati esclusivamente di questo aspetto.

Man mano, con il tempo avrai modo di trovare le risorse necessarie per occuparti, in un secondo momento, anche dei dettagli secondari.

Non aspettare le condizioni perfette: inizia ad agire ora con l’idea di un miglioramento continuo e costante!

5 – Non ti piace quello che devi fare

Forse la questione è molto più semplice di quanto si pensi!

Se sei alle prese con progetti di una certa complessità, non è difficile immaginare di incontrare diverse parti che, seppur indispensabili, siano però altrettanto noiose e poco piacevoli da fare.

Ognuno di noi ha infatti una preferenza e un’inclinazione su determinate tipologie di compiti.

Se pensiamo ad esempio alla complessità di un business online, c’è chi è ad esempio più portato a compiti analitici (come ad esempio l’analisi dati), oppure chi è più incline al processo creativo come la creazione di contenuti. 

Se ti trovi in una situazione in cui sei in un qualche modo “costretta” a fare qualcosa che non ti piace fare in vista di un progetto più grande, è il momento di tornare alle origini della tua visione rispondendo a domande come le sottostanti:

Cosa potrebbe accadere se completassi questa attività?

Cosa potrebbe succedere se, invece, non la completassi?

Qual è la mia visione globale? Perché è importante per me?

tornare alle origini per smettere di procrastinare

Una volta che ti ricolleghi alla tua visione e ai tuoi obiettivi, puoi ritrovare la motivazione e affrontare con uno spirito migliore anche le attività meno piacevoli.

A questo proposito potrebbe tornarti utile anche lo schema Trigger → Attività → Celebrazione che abbiamo visto nel primo paragrafo. 

6 – Sei disorganizzata

“Se solo avessi una giornata di 48 ore…”

Ti suona familiare questa frase? 

Allora il motivo della tua procrastinazione potrebbe proprio essere… la tua disorganizzazione!

Tipicamente non hai mai tempo. Pianifichi tutto al dettaglio ma non c’è un giorno in cui riesci a portare avanti e sottostare alla tua pianificazione, che tendenzialmente è totalmente irrealistica.

Appena qualcosa va storto vai nel panico, non pianifichi momenti di recupero, vivi con estremo stress e panico tutta questa situazione sentendoti sempre in ritardo su tutto.

Nonostante tu sia sempre impegnata a fare qualcosa, arrivi a fine giornata sempre con la sensazione di non aver concluso nulla. 

È essenziale quindi per te saper riconoscere il valore delle cose, delle azioni che hanno la priorità.

A questo proposito, ti suggerisco di dare un’occhiata al nostro articolo sulla pianificazione flessibile: una strategia che ti aiuterà ad organizzarti al meglio, senza diventare schiava della tua stessa pianificazione.  

La pianificazione flessibile infatti non è e non deve essere perfetta.

È una tecnica che cresce insieme alla tua consapevolezza, che segue le varie fasi della tua vita e tiene conto di tutte le possibili variabili della giornata.

pianificazione flessibile per smettere di procrastinare

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e, soprattutto, ti abbia aiutato ad individuare il tuo perché! 

Ovviamente, non esiste un “modo giusto” per smettere di procrastinare.

Questi sono solo alcune delle motivazioni più comuni che ho individuato nel corso degli anni e ti ho riportato tecniche che si sono rivelate più efficaci di altre.

È importante però ricordare che ognuno di noi è unico ed è quindi normale avere motivazioni del tutto personali e particolari. 

L’importante però è iniziare il processo che ti possa permettere di andare a fondo, indagando sulle tue vere ragioni che ti spingono a procrastinare.

In sintesi: la miriade di consigli sulla produttività che vanno ora così tanto di moda soprattutto online non sempre potrebbero fare al caso tuo, e va bene così.

Ciò che è essenziale, ed è anche il messaggio che vorrei trasmetterti in questo articolo, è di identificare le tue personalissime ragioni e applicare, di conseguenza, la strategia più adatta a te, mettendo da parte tutto il resto. 

Fammi sapere cosa ne pensi in un commento: hai individuato il motivo per cui procrastini? Come pensi di agire? Saremo felici di leggerti e rispondere a qualsiasi tuo dubbio o domanda in merito!