Lavorare da casa, smart working, lavoro da remoto: oggi più che mai stanno diventando termini sempre più diffusi e comuni in Italia, soprattutto negli ultimi mesi. 

Tante persone in questo periodo si sono ritrovate a cambiare radicalmente le modalità di lavoro al quale sono sempre state abituate: dall’orario scandito dell’ufficio 9-18 ad un orario indefinito, dove il lavoro si mescola a vita privata e familiare e l’organizzazione sembra perdere tutta la sua efficacia.

C’è chi ha definito il lavoro da casa come un vero e proprio incubo, una prigione alienante, una modalità in cui non si stacca mai e si lavora ininterrottamente dalla mattina presto fino alla sera tardi. 

Eppure, altri lo definiscono come la soluzione a tutti i problemi, ciò che permette di realizzare i propri sogni e una vita di una qualità migliore e davvero soddisfacente.

Ma com’è possibile che si parli in modi così differenti della stessa cosa? 

Lo smart working e il lavoro da remoto sono così terribili oppure possono davvero migliorare le nostre vite?

In questo spazio dedicato alla crescita personale e professionale, quello che ripetiamo sempre è che ciò che fa la differenza non è tanto il cosa, ma il COME

Come vogliamo utilizzare la modalità del “lavorare da casa”, dipende esclusivamente da noi e da questo derivano quindi tutta una serie di conclusioni in merito. 

In questo articolo quindi comprenderai:

  • cosa vuol dire davvero lavorare da casa, fare smart working o lavorare da remoto;
  • quali sono le difficoltà più comuni che si affrontano;
  • alcuni consigli e suggerimenti che potranno esserti utili per aumentare la tua produttività, organizzarti al meglio e usufruire di tutti i benefici di questa modalità

Lavorare da casa significa… lavorare!

Sembrerà scontato ma forse non poi così tanto. 

Soprattutto per chi non si è ancora avvicinato del tutto a questa modalità.

Prima di entrare nei particolari però, andiamo a definire meglio cosa vuol dire lavorare da casa, ovvero fare smart working:

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

(Fonte: Ministero del lavoro e politiche sociali)

Lavorare in smart working quindi permette al dipendente di far conciliare il lavoro con la propria vita privata. Non è necessariamente obbligatorio lavorare da casa, per cui si può sempre scegliere una sede diversa in base alla propria esigenza (co-working, biblioteche ecc.).

Ma non esiste solo questa realtà. 

Ci sono anche altre categorie di lavori, comparse molto prima dell’avvento del cosiddetto “smart working”: stiamo parlando di freelancers, imprenditori e nomadi digitali che hanno deciso di fare di questa modalità un vero e proprio stile di vita all’insegna della completa libertà e autonomia.  

Tra le varie categorie ci sono sicuramente delle differenze (che non staremo ad approfondire in questo articolo) ma sicuramente una cosa è certa: ci sono dei punti critici comuni che chiunque, al di là della strada scelta, ad un certo punto si trova ad affrontare.

Le difficoltà del lavoro in smart working 

Come ti ho già anticipato all’inizio del paragrafo, fare smart working/lavorare da casa, significa anzitutto LAVORARE.

Cosa vuol dire questo?

Che lavorare da casa non vuol dire NON avere degli orari di lavoro.

Né tanto meno significa aprire il computer 5 minuti, lavorare un po’ e poi dedicarsi ad altro (che siano le faccende di casa, dedicarsi ai figli, agli animali domestici e via dicendo).

Tutto questo non è assolutamente qualcosa di fattibile né di realistico. 

Se stiamo parlando di una condizione in cui davvero si vuole investire sulla propria crescita professionale al 100% anche da casa, che siano 1,2 o 8 ore di lavoro al giorno, bisogna affrontare questo tempo come vero e proprio lavoro. 

Quindi l’impegno è lo stesso che si avrebbe quando si è in un ufficio. 

Lavorare da casa quindi non vuol dire, ad esempio, fare il “genitore a tempo pieno” se si ha una famiglia, e pretendere comunque di lavorare. 

Né tanto meno vuol dire non compiere il proprio il lavoro per qualsiasi tipo di impegno domestico o familiare.

Se si decide, o ci si ritrova, a fare smart working, SI LAVORA.

È una modalità che quindi vale davvero la pena intraprendere? Dipende

Se siamo capaci di entrare fin da subito in questo mindset, sicuramente gran parte dei problemi e delle difficoltà si risolve.

In questo modo infatti ci approcciamo al lavoro in un modo più serio e organizzato, senza il rischio di distrarsi continuamente, performare poco o male, o magari impiegare il doppio del tempo nel raggiungere certi obiettivi.

Darsi delle regole sotto questo aspetto è davvero fondamentale. A primo impatto può sembrare qualcosa di antipatico e che va contro il principio della così conclamata “libertà e flessibilità” che molti dicono di avere con un lavoro da casa.

A questo proposito vorrei condividerti una citazione che penso riassuma il concetto di quanto espresso sopra:

“Disciplina significa libertà: metti la sveglia e buttati giù dal letto appena suona. Non arrenderti. E soprattutto, mai, ma proprio mai, dire ma. Questa è la regola aurea per avere successo nella vita e nel lavoro”.
(Jocko Willink, ex ufficiale della marina USA)

Se non applichiamo disciplina soprattutto in un lavoro come quello da casa è difficile anche ottenere la libertà che si cela dietro questa modalità. 

Ecco perché ora ti proporrò alcuni consigli che potranno aiutarti ad organizzarti al meglio per trarre il massimo da questa condizione, essere più produttiva, più focalizzata e, di conseguenza, più libera! 

I 6 consigli per aumentare la produttività lavorando da casa 

Come ottimizzare il tempo e le energie per tutti coloro che in questo momento si ritrovano a lavorare dal proprio appartamento? 

Ora ti elencherò alcuni suggerimenti e spunti utili da applicare fin da subito: potrai partire da alcuni di questi e implementarli poi man mano che questi consigli diventeranno abitudini ben consolidate! 

1 – Non lavorare… in pigiama!

Lo so, lo so… è un po’ il sogno proibito di tutti. Ma non è qualcosa che sicuramente ci aiuta ad essere più produttivi! Il nostro cervello ha bisogno di un chiaro distacco per entrare in “modalità deep work”, e stare in pigiama non è un segnale allineato a questa intenzione. 

Cerca quindi di non trascurare il tuo abbigliamento e la cura di te, anche se lavori da casa tutto il giorno.  Non è per forza necessario mettersi eleganti, ma anche solo un abbigliamento confortevole che non sia per forza la tuta per stare in casa o il pigiama. 

Se questo ti risulta difficile, prova a darti come obiettivo quello di uscire almeno 1 volta al giorno soprattutto durante la prima parte della mattina, prima di iniziare a lavorare: che sia per qualche piccola commissione, oppure anche solo per una semplice passeggiata. In questo modo avrai un pretesto più forte che ti spingerà a curarti di più, incluso il tuo aspetto e i tuoi vestiti! 

2 – Ritagliati uno spazio preciso per il tuo lavoro

Che sia una stanza, oppure una scrivania in particolare, l’importante è ritagliarsi uno spazio che sia solo e unicamente dedicato al tuo lavoro e che sia tenuto ben pulito e curato.

L’ordine circostante va ad influire anche nel nostro ordine mentale: se lavoriamo dal letto oppure sul divano o sul tavolo dove di solito mangiamo, ne andrà di conseguenza che tutta la nostra vita verrà influenzata da questo atteggiamento. 

È molto facile infatti rischiare di mischiare il lavoro con la vita personale, ma come abbiamo visto non c’è niente di più sbagliato: è uno dei motivi principali che ci fa abbassare la qualità delle nostre performance. 

Prenderci un nostro spazio ci previene anche da possibili interferenze se magari viviamo con qualcuno: in questo modo possiamo avere più privacy e lavorare più concentrati e focalizzati, senza interruzioni. 

3 – Scandisci bene i momenti della giornata

“Ora mi preparo il caffè, intanto rispondo a qualche mail.. ah! mi è venuto in mente che devo fare la spesa, allora corro subito poi torno e apro il pc mentre mangio e inizio a fare quel progetto.. dopo però ho un incontro con una mia amica, ma mi devo ricordare di andare via prima perché poi ho una call di lavoro..”

Ecco, questo NON è assolutamente il modo migliore per lavorare da casa! 

È importantissimo in questi casi allenare la disciplina attraverso una definizione dei momenti della giornata, con una separazione ben netta e chiara tra i momenti in cui si lavora, si mangia e ci si dedica alle proprie attività personali.

L’atteggiamento che dobbiamo sempre mantenere è fondamentalmente suggerito da una sola domanda: mi comporterei in questo modo se io fossi in un ufficio? 

Detto questo, se hai delle visite mediche o degli appuntamenti imprescindibili, ovviamente puoi mantenerli cercando però di organizzare il tuo lavoro attorno a quelle fasce orarie in cui sai di non avere altri impegni particolari. 

Un altro motivo che può sicuramente stimolarti nel fissare e definire bene gli orari di lavoro è che in questo modo riesci ad aumentare nettamente la tua produttività: lo smart working infatti si basa principalmente sul raggiungimento di obiettivi, più che sulle ore di lavoro. 

Questo è uno dei maggiori benefici che si possono ottenere da questa modalità lavorativa: in una giornata passata in ufficio difficilmente si produce incessantemente per 8 ore, per cui si finisce quasi sempre per sprecare il proprio tempo “facendo finta” di lavorare, per far passare le ore. 

Prova ad immaginare: come sarebbe se riuscissi a fare tutte le task prefissate nella metà del tempo, finendo molto prima, per dedicarti poi a tutto il resto con più calma e relax?

Nello smart working c’è molta più flessibilità: con alte performance il lavoro diventa più efficace, si può finire prima e di conseguenza si può avere più tempo da dedicare a se stessi, anche per formarsi in altri modi e continuare a crescere come professionisti. 

Questo è possibile però solo attraverso sessioni di deep work dove si lavora senza nessuna distrazione: puoi applicare i principi del minimalismo digitale, come ad esempio togliere le notifiche dal tuo cellulare che ti distraggono continuamente.

Un altro suggerimento è di avvisare le persone con cui hai a che fare (che sia il partner, amici, familiari o conviventi) di non disturbarti in uno specifico orario perché ti stai dedicando al tuo lavoro. In questo modo non verrai interrotta se non per cose davvero urgenti.  

4 – Organizza la giornata in piccoli slot da dedicare a specifiche attività

Pianificare sessioni di deep work a volte però può non essere sufficiente: serve anche organizzare la propria giornata in slot precisi che possono essere dedicati ad attività specifiche. 

Il micromanagement può essere davvero utile se si è coinvolti in più progetti contemporaneamente: se infatti si passa sempre da un tipo di lavoro ad un altro senza un ordine ben preciso, la mente non sarà mai focalizzata al 100% e il rischio di perdersi qualche pezzo tra una task e un’altra, con il risultato di una bassa qualità di performance, è dietro l’angolo.

5 – Studia i tuoi livelli di energia

Sei una persona che produce di più al mattino o alla sera?
Questa domanda è fondamentale se si vogliono migliorare le performance e la produttività lavorando da casa. 

Se non lo sai, fai delle prove: per una settimana inizia a concentrare le task più importanti ed impegnative al mattino, lasciando invece verso la seconda parte della giornata quelle che richiedono meno concentrazione, dopodiché prova a fare l’esatto opposto la settimana successiva. 

Vedrai che in questo modo ti renderai subito conto di che tipologia di lavoratrice sei!

Se ti piace approfondire questo argomento ci sono anche vari approfondimenti online e libri che riguardano proprio il “cronotipo”, ovvero la tipologia di produttività di una persona in base ai diversi momenti della giornata. 

6 – Applica una routine di inizio e di fine giornata

Le routine ci aiutano a scandire un ritmo e sono molto efficaci soprattutto se le applichiamo all’inizio e alla fine della nostra giornata lavorativa.

Una morning routine, magari composta da 5-10 minuti di esercizio fisico, doccia (possibilmente fredda!), colazione e una checklist per individuare tutte le azioni da compiere è sicuramente un ottimo inizio che può aiutarti ad aumentare i tuoi livelli di produttività durante la giornata.

Allo stesso modo, è importante una routine di chiusura, in modo tale da non portarci poi anche dopo cena con pensieri e preoccupazioni relative al lavoro.

In questo potrà esserti utile proprio la checklist della mattina: una volta completata, ti sentirai sicuramente più tranquilla e avrai anche aumentato il tuo senso di autoefficacia. 

Inoltre, la consapevolezza di aver fatto tutto il necessario ti aiuterà a “staccare” molto più facilmente con la testa.

Un bagno caldo, una lettura piacevole e qualche esercizio di respirazione può essere un esempio di routine serale utile a migliorare la qualità del tuo sonno e risvegliarti il mattino successivo completamente riposata e con la mente fresca.

Spero che questi suggerimenti ti siano stati utili!

Oltre a questi, ti consiglio inoltre di dare un’occhiata al nostro articolo sulla pianificazione flessibile per organizzare al meglio i tuoi progetti e le tue settimane lavorative! 

Quali aspetti del lavoro da casa hai compreso di dover migliorare? Da quale consiglio partirai subito per migliorare la tua produttività lavorativa?

Fammi sapere cosa ne pensi in un commento! Saremo felici di leggerti e risponderti a riguardo. 🙂