Ci sono dei momenti in cui ​ti senti persa e non sai cosa vuoi​? Oppure ti sembra di ​vivere una vita che non ti appartiene​, dove non riesci ad essere realmente protagonista?

Se hai risposto di sì ad almeno una di queste domande, è molto probabile che tu in questo periodo abbia bisogno di lavorare su un aspetto, che molto spesso non viene mai approfondito o preso abbastanza in considerazione: ​la Consapevolezza.

Ma cos’è realmente la consapevolezza? E come si fa a svilupparla e migliorarla?

In questo articolo andremo proprio ad affrontare e approfondire tutte queste domande andando in profondità, scoprendo alcune ​pratiche di consapevolezza ​molto efficaci da poter inserire nella tua vita quotidiana.

In questo modo, potrai riscontrare fin da subito dei ​benefici​ e avere più chiarezza dentro di te e nella tua vita!

Consapevolezza: il suo significato

Ultimamente se ne parla spesso, soprattutto in correlazione ad argomenti relativi alla Meditazione e alla Mindfulness.

Ma cos’è realmente questa ​consapevolezza?​
La consapevolezza non è altro che il “​rendersi conto”​ di ciò che ci succede. Sembra semplice, ma non lo è affatto.
Perché?

Perché la maggior parte delle volte, nella nostra vita quotidiana, presi dai nostri impegni, e da ciò che ci capita intorno, ​non siamo in grado di prestare attenzione​ a cosa accade dentro di noi.

Questo è l’aspetto fondamentale che genera la gran parte dei problemi che viviamo.

Qualsiasi ​input​ che ci arriva dall’esterno infatti è sempre e comunque filtrato dal nostro modo unico di guardare le cose​: un mix delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti, dei nostri pensieri,del nostro passato, dei nostri condizionamenti ecc.

Prestare attenzione a ciò che c’è ​all’interno di noi​ è fondamentale e dovrebbe avvenire prima di qualsiasi altra cosa.

Come mai non lo facciamo?

Perché pensiamo di conoscerci e riteniamo che, in fondo, non sia poi così importante.

Ci stupiamo se poi all’improvviso sentiamo un ​vuoto​ dentro che non riusciamo a colmare, e andiamo in crisi per qualsiasi imprevisto non calcolato che la vita ci mette davanti.

La verità è che continuiamo a vivere portandoci dietro una ​persona sconosciuta ​per tutta la vita: ​noi stessi.

Finché non ci rendiamo conto di ​come funziona la nostra mente e il nostro corpo​, finché non lavoriamo, appunto, sulla ​consapevolezza​ per migliorarla e affinarla, affideremo sempre la vita a quel famoso “​pilota automatico​”, artefice delle nostre reazioni (molto spesso di fuga o di attacco) che non ci permette di essere davvero padroni della nostra vita.

Essere consapevoli infatti ci permette di ​creare uno spazio​, tra lo stimolo e la risposta, che ci permette anzitutto di comportarci nella maniera migliore a fronte di qualunque situazione ci possa capitare davanti.

Quali sono quindi alcune pratiche che possano aiutare a migliorare la consapevolezza di se stessi?

Qui di seguito te ne proporrò 4​: non è necessario applicarle tutte insieme contemporaneamente.

Il mio consiglio è di provarle tutte, volta per volta.
Poi, facendoti guidare dalle tue sensazioni, portane avanti una ed inseriscila nella tua quotidianità, ogni giorno, per vederne gli effetti quanto prima.

4 pratiche per migliorare la consapevolezza di se stessi

1 – Partire dal corpo

“Sapeva dov’era, poteva dirmi il suo nome, ma non sentiva se stessa, in termini di senso del sé, si sentiva persa. E questo non si capisce parlandone, bisogna iniziare a sentire.” (Alexander Lowen, fondatore della terapia corporea)

La strada del ​sentire​ parte dal ​corpo​. Anzi, sentire​ è​ ​percepire il corpo.

Quando si ​perde il contatto con il proprio corpo​, si perde il contatto anche con la realtà di ciò che ci accade, e non ci si sente esseri umani completi.

Da qui deriva il senso di insoddisfazione che la maggior parte di noi prova. Spesso si sente dire: “​La mente mente​”.

Non sempre infatti quello che pensiamo è “reale” o “vero”, mentre quello che percepiamo nel corpo è quello che c’è nel ​qui ed ora.

L’esperienza del pensiero non è qualcosa di reale ​e concreto a cui dobbiamo credere come verità assoluta.

È qualcosa che avviene dentro di noi e ​non ha neanche a che fare con chi siamo realmente​, con il nostro vero Sé, che va al di là di questa massa di pensieri che continuano a cambiare.

La nostra verità interiore è sicuramente qualcosa che non ha a che fare con questo aspetto così ​mutevole​ della nostra esperienza.

Ecco che quindi ​l’aggancio al corpo​ risulta fondamentale: perché consente di ​radicarci​ nel momento presente, dove non possono esistere i nostri pensieri.

Ci perdiamo nei ricordi o ci preoccupiamo di qualcosa che deve ancora succedere, ma non possiamo di certo soffrire di un dolore corporeo passato o futuro!

Imparare ad osservare il corpo​ con apertura, curiosità e accettazione è un passo molto utile per liberarsi dalle storie della mente ed entrare in una consapevolezza di se stessi più profonda.

Ma cosa significa “​sentire il corpo​”?
Vuol dire sentirne la ​presenza​, la ​densità​, la ​dimensione​, ed esplorarne ogni caratteristica

percepibile nel momento presente.
Puoi quindi partire da ciò che ognuno ha a disposizione in qualsiasi momento: ​il tuo semplice respiro.

Prenditi del tempo per sederti e fermarti, e inizia ad osservarlo mentre inspiri ed espiri. Successivamente, porta l’attenzione del tuo respiro nelle varie parti del tuo corpo (il cosiddetto “​body scan”​ ).
Potresti sentire​ sensazioni di fastidio, chiusura, tensione in alcuni distretti del tuo corpo: sono i blocchi psicosomatici.

Ovvero: la sensazione di qualcosa di stagnante e non fluido, che coinvolge corpo, mente ed emozioni.

Ciascuno di noi ha ​zone del corpo più o meno bloccate.
Talvolta si tratta di blocchi passeggeri, legati a circostanze contingenti, talvolta si tratta di blocchi più antichi legati alla nostra storia e a come essa si è sedimentata nel nostro corpo.

Prendere coscienza della sensazione di blocco,​ osservarla senza giudicarla​ e integrarla nella propria esperienza è un modo delicato per iniziare a sciogliere il blocco stesso e liberare l’energia in esso contenuta in modo che possa ricominciare a fluire nella nostra esistenza.

Non solo, con questa pratica (che deriva dalla ​Mindfulness Psicosomatica​), si arriva ad una fase di ​consapevolezza globale​ profonda, in modo silenzioso e intenso.

Man mano che si procede con questo esercizio, sarà sempre più facile entrare in questo stadio di consapevolezza, per più tempo, in maniera sempre più totalizzante.

2 – Osservare la propria mente

“Si vede solo ciò che si osserva, e si osserva solo ciò che esiste già nella mente” (Alphonse Bertillon)

Come già ribadito in precedenza, siamo in uno stadio di inconsapevolezza ​nel momento in cui lasciamo che la nostra mente ci offuschi​ con tutto il suo mormorio di pensieri, giudizi, preoccupazioni.

Tutto questo ci confonde, ci blocca, e non ci permette di attingere alla nostra saggezza più profonda per scegliere cosa sia più giusto per noi.

Si comincia ad agire spinti ​dalla​ ​paura, dalla rabbia,​ si innescano dinamiche che possono complicare, anziché facilitare, la nostra situazione, e il risultato è che ci sentiamo più in gabbia di prima.

Ma un’altra chiave di consapevolezza per liberarsi dalla propria mente è questa: ​capire cos’è e lasciarla andare.

Come? Osservando ciò che accade all’interno di essa, attraverso la ​Meditazione​.

Quando iniziamo a praticarla, notiamo che a volte questi pensieri si silenziano, a volte proseguono. Pian piano però iniziamo a capire il meccanismo che ci rende più consapevoli di noi stessi, più aderenti alla nostra realtà.

La nostra consapevolezza infatti sta ad un livello più profondo, e riesce a ​guardare con distacco​ tutti i pensieri che nascono, passano di fronte a noi e poi, inevitabilmente, se ne vanno via.

Acquisire ogni giorno più consapevolezza su quello che ti succede durante e dopo la meditazione ti aiuterà molto ad allenare questa capacità di “osservazione”, nella tua vita di tutti i giorni.

Dedicarti a questa pratica con regolarità ti aiuterà a ​conoscerti​, a riconoscere le tue reazioni, a comprendere più velocemente le tue emozioni e a sentirle sempre più familiari e meno intimidatorie.

3 – Scrivere un diario (journaling)

Un altro modo per migliorare la consapevolezza di se stessi, al di là di pratiche contemplative, è sicuramente la ​scrittura​.

Journaling​ è una parola inglese che significa proprio il “​tenere traccia”​ dei tuoi pensieri e della tua vita.

Ma perché tutto questo dovrebbe migliorare la consapevolezza che abbiamo di noi stessi? Perché ​la scrittura ci mette a nudo,​ nella nostra grandezza e anche nei nostri limiti.

Quello che ti suggerisco di fare è di ritagliarti ​un piccolo spazio nella tua giornata​, al mattino e/o alla sera, per fermarti, prendere carta e penna e tirare fuori ciò che hai dentro: prova a mettere nero su bianco tutte le emozioni che in questo momento senti come ingarbugliate dentro di te.

In questo modo non solo ritrovi ​calma e centratura​, ma riesci a percepire la tua mente più leggera, a liberarla di tutta quella pesantezza che aveva prima, lasciando spazio ​alla creatività e all’intuizione.

Può capitare che in alcuni giorni non ci sia ispirazione nemmeno per scrivere una parola, e allora possono venirti utili ​immagini, simboli e disegni,​ per esprimere anche i concetti che fai più fatica a descrivere.

Giorno dopo giorno, ti accorgerai che questo piccolo gesto potrà diventare un ​rituale davvero importante, se non addirittura indispensabile, nella tua vita quotidiana, per esprimerti di più, renderti conto di come stai, di dove sei e in che direzione sta andando la tua vita.

4 – Utilizzare la tecnica dei 5 perché

Se credi di ​non poter trovare nemmeno il tempo​ da dedicare ad una delle pratiche descritte qui sopra,​ il metodo dei 5 perché ​può sicuramente aiutarti in modo molto rapido ed efficace nel farti acquisire più consapevolezza.

Ti sembra che il tempo ti sfugga dalle mani senza che tu riesca a capire la direzione della tua vita? Ti senti bloccata e incapace di agire oppure ti sembra di fare mille cose per gli altri e non fare mai abbastanza per te stessa?

Sappi che se deleghiamo la responsabilità a cause esterne (come “​l’assenza di tempo“​ ) non riusciremo a percepire davvero la responsabilità della nostra vita.

Attraverso i ​5 perché,​ puoi invece provare ad esplorare le cause interne sulle motivazioni che ti spingono a fare qualcosa, accedendo ad una consapevolezza più profonda.

Ad esempio, un “​perché non ho tempo​”, potrebbe trasformarsi allora in “ho scelto di passare mezz’ora in più con mio figlio ed essere attivamente presente per lui invece di seguire questa intenzione​”, che darà poi tutto un altro gusto all’eventuale intenzione non rispettata, perché rimetterà al centro della tua responsabilità te stessa e le tue scelte.

Ricorda che lo scopo di tutto questo è ​renderti conto di dove sei​ e interrogarti profondamente sui tuoi comportamenti.

Semplicemente, chiediti “​perché ho scelto così?​”, e vai avanti continuando per altri quattro perché.

Sii onesta con te stessa, e cerca di andare al di là delle tue scuse prendendoti la responsabilità​ di ciò che decidi di fare e di ciò che decidi di lasciare andare.

Fatto in quest’ottica, un esercizio così semplice potrà davvero portarti a cambiamenti enormi nella tua vita, tanto di azione quanto di percezione!

Spero che queste pratiche ti abbiano dato qualche spunto in più per iniziare a coltivare maggior consapevolezza nella tua vita: quale ti piace di più e da quale vorresti partire già da oggi? Sentiti libera di rispondere con un commento sotto questo articolo!