Non indugiare sul passato; non sognare il futuro, concentra la mente sul momento presente.

Buddha

Pensare al presente e vivere nel presente sembra ormai essere diventata proprio una moda. Non mi stupirei se tu fossi arrivata proprio qui su questo articolo dopo che ti hanno suggerito di pensare e “vivere” nel presente, qualsiasi problema tu abbia esposto. 

Hai un pensiero ricorrente? Lascia andare, pensa al presente.

Hai ansia per qualcosa che dovrà succedere? Lascia andare, pensa al presente. 

Hai semplicemente un malessere che non sai bene come spiegare? Non sto nemmeno qui a dirtelo: pensa al presente!

Pensare al presente sembra proprio essere diventata la medicina a tutti i mali. Detta così sembra davvero molto semplice: perché preoccuparsi in fondo? 

Pensa e vivi nel qui ed ora!

Può essere irritante, per certi versi. Perché sì, tutti sappiamo che la vita sarebbe davvero molto più semplice se si riuscisse a rimanere con la testa sempre e solo nell’istante presente. 

Il punto è che nessuno ci riesce. 

Perché è letteralmente impossibile restare focalizzati sempre sul presente

Nemmeno i santi o i monaci ci riescono, per tutto il giorno. 

Sarebbe molto bello, sì, ma dovremmo a quel punto retrocedere nell’evoluzione, andare in dietro qualche centinaio di migliaia di anni e ritornare a vivere come animali.

Dico questo perché noi siamo il frutto di immensi sforzi evolutivi che sono stati compiuti nel passato.

Se siamo qui ora a dannarci su come fare a vivere il presente, è perché abbiamo nella testa una macchina talmente tanto sofisticata da non riuscire ad essere nemmeno in grado di guidarla. 

Ma allora, a questo punto forse ti chiederai: c’è una soluzione a tutto questo? Come faccio a smettere di soffrire e di tormentarmi con i miei stessi pensieri? Riuscirò mai a trovare pace e quiete interiore, anche solo per un istante? 

Vivere nel presente

In questo articolo farò un po’ più di chiarezza su quale sia il vero problema di tutto questo.

Spesso infatti si dà per scontato che l’ostacolo più grande sia il pensare al passato o al futuro, ma questa è solo un’analisi superficiale. 

La nostra mente, infatti, non può evitare tutto questo e se ci imponessimo di non pensare più al passato o al futuro, otterremmo come risultato solo una grande frustrazione – che è proprio ciò da cui vogliamo allontanarci!  

Ti spiegherò quindi qual è la vera origine della sofferenza e come rimediare, introducendoti un approccio molto più realistico che ti potrà aiutare a vivere sicuramente meglio e con meno preoccupazioni, nel momento presente.

Prima di iniziare però, ci terrei a fare una piccola introduzione sull’origine della sofferenza che accomuna la gran parte delle persone (me e te incluse!). Proprio quella che, forse, ti ha fatto approdare su questo articolo.

Perché soffriamo? Le 3 tipologie di sofferenze 

È importante comprendere l’origine della propria sofferenza perché altrimenti non si andrà molto lontano. 

Potrai infatti applicare tutte le migliori tecniche al mondo per cercare di rimanere quanto più possibile nel qui ed ora, ma se non comprendi da dove deriva il tuo malessere, sarà come coprire dei rifiuti con la sabbia. 

Ovvero: quei rifiuti non sono realmente scomparsi, li hai solo coperti. 

Ma ci sono ancora, così come il loro odore che continua a persistere ed è indice della loro presenza. 

È necessario quindi che ti introduca le 3 tipologie di indole che caratterizzano le persone.

1° tipologia: “Se solo potessi tornare indietro…”

Alcune persone si ritrovano a rivivere costantemente le stesse scene vissute e quindi le stesse emozioni ad esse correlate. 

Forse sarà capitato anche a te: stai facendo qualcosa e, all’improvviso un evento, un odore, una canzone, oppure uno sguardo o una certa parola detta, ti riporta subito in un’altra dimensione.

Quella del passato. A questa dimensione si aggancia un’emozione ben precisa e quindi una reazione specifica.

Spesso queste persone tendono a rimanere ferme nel loro cammino di crescita personale o professionale, perché ripongono la felicità in un certo periodo del passato che ora, ovviamente, non esiste più. 

come fare a vivere nel presente

È comune, ad esempio, nell’ambito delle relazioni: molto spesso chi è rimasto scottato da un amore passato, si trova intrappolato nel presente perché ritiene che non ci sia nessun partner e nessuna relazione migliore di quella avuta in precedenza. 

Oppure, si rimane fermi perché si pensa che la causa sia qualcosa che nel passato non è andato come doveva andare. 

Sempre ritornando all’esempio delle relazioni, potrebbe suonare come un: “se non mi avesse lasciato ora staremmo vivendo una vita felice”. 

2° tipologia: “Domani deve essere un giorno migliore rispetto ad oggi”  

Ci sono altre persone invece che vivono ai 200 all’ora, con la testa sempre piena di pensieri su quello che dovranno fare dopo.

Non importa quale obiettivo si prefiggono: una volta raggiunto, non fanno nemmeno in tempo a godersi quell’istante perché stanno già pensando a quello successivo, proiettandosi sempre nel futuro. 

Queste persone vivono nell’aspettativa che domani sarà sempre meglio e quindi oggi fondamentalmente non sono felici.

Anche in questo caso, questo modo di essere e di vivere può provocare un blocco: ci si ferma per paura che le azioni di oggi non siano abbastanza e non portino ad uno scenario futuro ben preciso. 

3° tipologia: “Vorrei vivere un’altra situazione, in questo momento” 

Ma c’è anche una terza indole, ovvero: persone che sono naturalmente più portate a vivere nel presente, ma in un modo tutt’altro che pacifico.

Sono persone che vivono costantemente con una sorta di filtro addosso, come se avessero un paio di lenti colorate attraverso le quali vedono il mondo con un colore differente.

Questo filtro è il giudizio: non solo verso gli altri ma anche verso di sé e la situazione in cui ci si ritrovano. 

Attenzione: non sto dicendo che sia sbagliato giudicare. In realtà, è qualcosa che ci appartiene in modo completamente innato. 

Sarebbe impossibile, per la nostra mente, smettere di giudicare: questa azione serve al nostro cervello per permetterci di vivere in modo più semplice, facendoci risparmiare tantissime energie.

Riusciresti ad immaginare di vivere ogni giorno senza giudizio? Vorrebbe dire svegliarsi al mattino e comportarsi come i neonati, ovvero: vedere tutto come se fosse per la prima volta.

Da una parte può anche sembrare poetico, ma in realtà a livello pratico è davvero impegnativo.

Il punto è che il nostro cervello funziona per farci sopravvivere, non per farci diventare felici.

Quindi molto spesso accade che questo meccanismo giudicante a volte si ritorce contro di noi. 

Prova a pensare, ad esempio, a quando trovi traffico mentre sei per strada in macchina. 

La tua mente molto probabilmente inizierà a formulare una serie di giudizi (come ad esempio: “ecco, non ci voleva! Guarda quante macchine, arriverò sicuramente in ritardo”) che non ti faranno certamente migliorare la tua condizione. 

Anzi, incrementeranno ancora di più lo stress e il malcontento già presente. 

In quel momento effettivamente stai vivendo nel presente. 

Eppure, non riesci ad essere in pace con te stessa.  

vivere nel qui e ora

Bene, ora forse ti sarai rivista in qualcuna di queste tipologie, o forse in tutte e 3.

Devi sapere che c’è una cosa che accomuna ognuna di loro, una sorta di minimo-comune-denominatore. 

E no, non è ciò che forse starai pensando. 

Non sto per dirti che il problema di queste persone sia il fatto di pensare al passato, al futuro o a qualsiasi dimensione alternativa al presente.

Ricordi? Siamo esseri umani e, in quanto tali, ci è impossibile anche solo credere di poter essere concentrati solo sul qui ed ora, sempre. 

Allora dove sta il vero problema? 

Prima di rispondere, ti faccio un’altra domanda. 

La persona che rimugina al passato; quella che è sempre proiettata al futuro e quella che vive ogni momento con costanti filtri nella mente… in quale dimensione vivono

Nel presente. 

Anche tu che mi stai leggendo, ad esempio, stai vivendo nel presente. 

Puoi volare con il pensiero a un ricordo di 5 anni fa o proiettarti su quello che farai domani. Puoi dare tutti i giudizi del mondo sulla tua condizione attuale, ma non puoi rinnegare il fatto che tu, ora, stai vivendo nel presente. 

Riesci a dimostrarmi il contrario? Ovviamente, no.

Quindi l’unica dimensione che possiamo vivere è questa. 

Nel qui ed ora. Non c’è niente di nuovo in questo.

Il problema, come ti dicevo, non è pensare al passato o al futuro o a qualcosa di diverso dal presente stesso.

L’origine della sofferenza sta nel pretendere di VOLER VIVERE in un’altra dimensione che, di fatto, non esiste. 

La persona che rimugina SOFFRE non perché pensa al passato, ma perché vorrebbe tornare a vivere nel passato. 

La persona che è in perenne ansia SOFFRE non perché pensa al futuro, ma perché vorrebbe già vivere nel futuro.

La persona che giudica nel presente SOFFRE non perché pensa ad altro, ma perché vorrebbe vivere in un’altra condizione, diversa da quella attuale. 

Tutto sta in questa enorme, grandissima illusione: pretendere di voler vivere in un posto in cui non è possibile vivere. 

l'ostacolo che ci porta a non vivere nel presente

Il primo passo per vivere nel qui ed ora

A prescindere da cosa racchiuda il presente, accettalo come se lo avessi scelto. Collabora sempre, non agire contro di esso. Fattelo amico e alleato, non nemico. Tutto questo trasformerà miracolosamente la tua vita.

Eckhart Tolle.

Tutto ciò che ci provoca malessere quindi è la non accettazione, la rinnegazione della situazione che si sta vivendo adesso in questo istante. 

Ma possiamo VIVERE solo in questo momento, pur continuando a pensare al passato o al futuro. Finché ne saremo consapevoli, non ci saranno mai problemi. 

Anche tu potresti essere liberissima di pensare al ieri o al domani, rimanendo in pace con te stessa, se solo accettassi la tua condizione presente e rimanessi consapevole del fatto che quello a cui stai pensando è qualcosa che non puoi vivere ora.

Devi quindi accettare che il momento che stai vivendo è inevitabile. 

Non puoi scappare da questo. 

Accettare ciò che c’è ora, in questo istante, a prescindere da qualunque condizione, è il presupposto per vivere davvero nel presente. 

Attenzione però: l’accettazione non ha una connotazione positiva o negativa. 

Non significa essere d’accordo con quello che c’è o accontentarsi, ma vuol dire avere un estremo contatto con ciò che c’è in questo momento. 

L’unica maniera per ripristinare questo contatto è ri-ancorarsi al presente in qualunque modo. Accettandolo per ciò che è. 

È una scelta, o meglio, una promessa che fai a te stessa. 

Perché non è qualcosa che si ottiene dall’oggi al domani. 

Se vuoi rimanere davvero a contatto con il presente, devi innanzitutto sapere che è faticoso. E che non è possibile farlo sempre.

Ma quando sei cosciente che c’è un percorso da fare, allora sei pronta per iniziare per davvero.

Perché è così importante vivere nel presente?

Forse ora ti starai chiedendo: 

ma se è così faticoso, perché dovrei inziare? Che vantaggi potrebbe darmi il fatto di accettare il momento presente e rimanere quanto più a contatto possibile con ciò che c’è ora, tutt’al più se la situazione in cui mi ritrovo non mi piace?

Sono dubbi più che leciti e, proprio per questo motivo, qui di seguito voglio spiegarti le due principali conseguenze svantaggiose che potresti vivere (o che magari già stai attraversando!) se continui a non voler vivere nel momento presente. 

1 – La resistenza al cambiamento

Cambiare è difficile. Quante volte abbiamo provato a cambiare le nostre abitudini? Si cercano mille tattiche, si va alla ricerca dei buoni propositi, e poi tutti inevitabilmente rientriamo nei vecchi meccanismi.

Quello che facciamo sempre infatti è applicare un filtro di definizioni a tutto ciò che accade nella vita. Il cambiamento è difficile proprio perché prevede la riformulazione di queste definizioni nell’arco di anni. 

Siamo in sovraccarico di questi filtri e non abbiamo gli strumenti per poterci fermare un attimo e distaccarci da essi.

Riportare l’attenzione al presente invece ci aiuta a creare uno spazio nuovo. 

Vivere nel presente: perché è cosi importante

Ad esempio, guardando l’emozione senza innescare necessariamente una reazione.

Semplicemente osservando quello che c’è dentro di noi e creando un potere decisionale dove si è libera di scegliere e decidere come agire, in modo consapevole.

2 – Un accumulo di angoscia inutile prodotta dai tuoi stessi pensieri

È l’identificazione con il nostro pensiero che causa l’ansia. 

Se non si hanno gli strumenti che ci permettono di osservare, in maniera imparziale, ciò che c’è, si rischia di ricorrere alla manipolazione per cambiare le persone e le situazioni esterne a noi.

Questo disagio attiva risorse interiori che in modo inconscio provano a controllare l’incontrollabile. 

Il punto però è che non possiamo agire realmente su nessuno, solo su noi stessi.

Attraverso l’accettazione e il contatto con il presente, disinneschiamo la necessità di questa manipolazione e iniziamo a stare con questi sentimenti di affanno e angoscia, ad esempio tramite l’osservazione di queste emozioni nel corpo. 

Più impariamo ad essere presenti quindi, più rimaniamo in contatto con la realtà delle cose, comprendiamo quello che davvero noi siamo, quello che ci piace, che non ci piace, i nostri valori e la nostra visione. 

Acquisiamo più chiarezza, semplificazione e presenza mentale su ciò che stiamo vivendo ora e sulla nostra identità. 

Se hai voglia di conoscere subito come iniziare a vivere nel presente, leggi il prossimo paragrafo sui 5 suggerimenti per iniziare!

Come vivere nel presente: 5 suggerimenti per iniziare

Ora veniamo alla parte forse più interessante di tutto l’articolo, ovvero i consigli e le strategie per mettere in pratica, per davvero, tutto quanto detto sopra. 

Vivere nel presente, come hai già potuto leggere in precedenza, è una condizione inevitabile a tutti, incluso l’essere umano. 

Il fatto di allenarsi nel rimanere identificati esclusivamente a questo istante, invece, è ciò che ci permette di andare oltre l’illusione di voler vivere altrove (l’origine della sofferenza) e di vivere indubbiamente con meno preoccupazioni, più serenità e chiarezza mentale. 

Il concetto di allenamento, come diciamo sempre qui su Ritualmente, è fondamentale: proprio perché questa non è una condizione che, una volta raggiunta, si mantiene per tutta la vita. È un processo invece che potrà sempre migliorare. 

Suggerimenti per vivere nel presente

Più volte ritorniamo a contatto con il momento presente accettandolo per ciò che è, più aumentiamo la nostra consapevolezza e ci distacchiamo dalle nostre stesse illusioni, alleviando così le nostre sofferenze. 

Esistono davvero infiniti modi per attivare una scelta consapevole nel voler tornare al momento presente. Qui di seguito quindi, ti propongo quelli più conosciuti, che possono funzionare per tutti a seconda delle proprie esigenze: 

1 – La meditazione

Inutile dire che praticare la meditazione è uno dei modi più efficaci per coltivare l’accettazione verso il momento presente, disidentificandoci dai nostri pensieri. 

Puoi praticare la meditazione con un insegnante privato, partecipando a dei corsi di meditazione, oppure da autodidatta, magari all’inizio facendoti aiutare da alcune tracce guidate su internet. 

Ne esistono di tanti tipi: la più comune è la mindfulness, in particolare la meditazione sul respiro.

Si tratta semplicemente di porre attenzione al proprio respiro, quindi all’aria che entra ed esce dalle narici. 

Nel momento in cui arriva un pensiero, non cercare di trattenerlo, seguirlo o giudicarlo. Semplicemente, accoglilo e lascialo andare, senza giudizio, riportando di nuovo l’attenzione al tuo respiro. 

2 – Abolire le critiche fini a se stesse

Se la meditazione pensi non faccia per te, o pensi non sia ancora arrivato il momento per iniziare a praticarla, puoi sempre smettere di criticare o di lamentarti! 

Vedere, giudicare o lamentarti di una persona o di una situazione non apporta niente né a te né agli altri e, in un qualche modo, ti distanzia dalla tua pace interiore. 

In più, ti fa concentrare sul problema anziché sulla soluzione.

Ti sfido quindi a rimuovere consapevolmente tutte le critiche, i giudizi e le lamentele che cogli durante la tua giornata.

meditare per vivere nel presente

Come? Nel momento in cui te ne accorgi e poni l’attenzione su questi pensieri, prova a chiederti: “questa critica è stata costruttiva?” se non la è stata, fai un passo indietro. 

Non alimentarla più. Successivamente, puoi spostare il focus anziché sul problema, sulla soluzione.

Il punto quindi è smettere di criticare o di lamentarti solo per il fine di farlo o per sottolineare ulteriormente il problema.

Questo ti aiuterà a portare l’attenzione all’accettazione del momento presente, allenando anche le tue capacità di problem solving! 😉 

3 – Migliorare la consapevolezza dei propri pensieri

Per questa strategia procurati un elastico o un braccialetto.

Una volta fatto questo, individua un tuo pensiero ricorrente che ti distoglie dal presente e ti induce a voler vivere altrove (può essere un ricordo specifico del passato o una certa preoccupazione sul futuro).

Ogni volta che pensi ad una di queste situazioni, dovrai spostare il braccialetto, da un polso all’altro, riportando quindi attenzione al presente.

Il braccialetto quindi è semplicemente uno strumento che ti permette di essere più consapevole di quello che sta accadendo nella tua mente.

È importante apporre consapevolezza ai propri pensieri e distogliersi, in particolar modo, da quelli negativi e che ci tolgono soltanto energia: più ci fai caso e te ne liberi, meno sarai portata a ripetere il meccanismo che induce la sofferenza originata proprio da quegli stessi pensieri.

4 – Bere l’acqua!

In realtà questo trucco può essere applicato a qualsiasi azione che facciamo in modo automatico e ripetuto durante la giornata, come ad esempio: aprire una porta, lavarsi i denti, le mani ecc.

Ogni volta che compi questa azione, cerca di farlo in modo consapevole.

esercizio dell' acqua per vivere nel presente

Quando bevi un bicchiere d’acqua, ad esempio, prova a focalizzarti esclusivamente sull’azione: potrebbe essere, per esempio, quella di concentrarti sulla sensazione dell’acqua fresca che entra nella tua bocca e attraversa la tua gola in profondità. 

In questo modo ti dai la possibilità tornare al presente attraverso la sensazione della freschezza dell’acqua, in modo non giudicante, spegnendo per un attimo il cervello e ascoltando semplicemente le tue sensazioni.  

5 – Camminare in modo mindful

Anche solo per 15 minuti al giorno, prova a camminare senza ascoltare podcast, cellulare, musica, ma semplicemente accettando e accogliendo tutte le sensazioni che la vita ti sta proponendo in quel momento.

Dalla sensazione proveniente dal contatto dei tuoi piedi al suolo, al colore degli alberi, alle cicale che cantano, al sole che ti illumina, alle nuvole che passano, ai profumi che percepisci, ai rumori della casa ecc. 

Tutti questi esercizi che ti ho proposto ti serviranno, come anticipato prima, per allenare la tua mente ad essere più consapevole e accogliente nei confronti del momento presente.

Perché è soltanto scegliendo continuamente di tornare al qui ed ora, con intenzionalità, che puoi creare spazio e pace interiore. 

Se accetti il momento presente così per come è, in tutta la sua completezza, puoi liberarti, anche solo per un momento, dalla tua stessa trappola mentale e considerare tutto ciò che arriva come una possibilità. 

Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare nulla: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani.

Dalai Lama

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e che tu abbia capito cosa vuol dire davvero vivere nel presente e perché è così importante esserne consapevoli: fammi sapere cosa ne pensi in un commento qui sotto e da quale consiglio ti piacerebbe cominciare per iniziare subito ad allenarti!